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NUOVO  MODELLO ORGANIZZATIVO DI GESTIONE DEL DIABETE NEL TERRITORIO

Le complicanze micro e macrovascolari richiedono una gestione multidisciplinare e una organizzazione assistenziale alquanto eterogenea e di conseguenza difficilmente coordinabile. La gran parte dei modelli assistenziali sperimentati finora, non hanno prodotto livelli di efficienza uniformi nel territorio. I centri diabetologici attualmente non riescono a soddisfare la domanda con la tempestività che il processo di cura richiede e le inevitabili complicanze gravano sempre di più sui costi sanitari.Occorre cambiare strategia e riconsiderare i ruoli e le competenze degli operatori sanitari coinvolti nel processo di cura.In questa sede si intende proporre un modello assistenziale innovativo incentrato essenzialmente sul medico di fiducia affiancato da una infermiera e/o collaboratrice di studio e una dotazione strumentale essenziale che includa un supporto decisionale clinico che aiuti il medico nella sua attività di prevenzione, diagnosi e terapia. L’attuale studio medico di base andrebbe riconvertito in una Struttura Operativa Semplice Territoriale (S.O.S.Te) e dovrebbe dedicare una giornata alla settimana all’accesso dei soli pazienti diabetici, che andrebbero chiamati e visitati periodicamente nel corso dell’anno. Un medico con 1000 assistiti ha in carico circa 50 diabetici, pertanto il monitoraggio delle complicanze e della terapia sarebbe garantito con una frequenza maggiore rispetto a quella dei Centri Diabetologici garantendo, cosi, una maggiore aderenza alle tempistiche stabilite dai protocolli diagnostici e terapeutici. Il Supporto decisionale è un foglio elettronico organizzato in tabelle in cui si elencano, voce per voce, tutti i parametri che servono per valutare il grado di stabilità della patologia: 1)antropometrici (peso, IMC, whr) 2) Nutrizionali ( M.basale, Fabbisogno Energetico, calo ponderale desiderabile etc), 3) Ematochimici( glicemia , hb glicata, lipidi, funzionalità renale etc) 4) Rischio Coronarico e Cerebrale a 5 e 10 anni 5) Sintomi per complicanze acute e croniche, 6) Complicanze acute e croniche 7) Farmaci per ADO e insuline, 8)Tutti gli schemi terapeutici progressivi proposti in base alla clinica dal DSS. Di ogni parametro si può visualizzare, con il mouse che apre una finestra, il razionale scientifico che il medico può consultare quando ne sente la necessità (Formazione Continua). Tutti i parametri sono tra loro correlati con algoritmi alla guisa di un Sistema Esperto. Questo tipo di struttura (SOSTe) potrebbe fungere da filtro per le strutture di 2° livello cui andrebbero indirizzati soltanto i pazienti con insoddisfacente controllo metabolico. Inoltre il Supporto decisionale è dotato di un software per impostare diete equilibrate e bilanciate in modo che il medico possa gestire quest’altro aspetto fondamentale della terapia del diabete. Questo modello organizzativo concilierebbe quei requisiti che si richiedono alla buona pratica: efficacia, efficienza, appropiatezza, qualità, minori costi, più salute, con risultati facilmente misurabili.

DIABE

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Da circa 30 anni stiamo assistendo al proliferare di ambulatori specialistici dedicati a singole patologie (osteoporosi, diabete clinico, piede diabetico, asma, Asma, BPCO, ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco, cardiopatie ischemiche, aritmie, menopausa, allergie , tireopatie, epatopatie , coliti, gastriti etc etc..).
Le liste di attesa sono piene di controlli programmati a distanza di mesi o addirittura di anni e vengono effettuati in pazienti che stanno benissimo, e che quando stanno male veramente devono ricorrere al privato per essere curati con sollecitudine.
Una recente indagine ha chiarito che oltre il 30% dei controlli specialistici sono inappropriati.
Per eliminare questo spreco è necessario che il medico di base riacquisti un ruolo attivo nella gestione delle patologie croniche almeno finchè non si destabilizzino.
Per riqualificare le sue prestazioni professionali il MMG deve acquisire le conoscenze scientifiche che le legittimerebbero.
La complessità e la molteplicità delle problematiche richiederebbe, però, un impossibile impegno intellettuale per non negare ai pazienti le conoscenze e le competenze specialistiche
La tecnologia informatica di tipo esperto DSS (Decision support system) potrebbe realizzare questo processo culturale di trasferimento di ambiti di conoscenza specialistica per essere applicata alla popolazione nel territorio.
Per stabilire quando una patologia si destabilizza e necessita dell'intervento dello specialista si devono analizzare una serie di parametri clinici, antropometrici e di laboratorio che il DSS organizza su un foglio elettronico (tipo Excel).
La riaggregazione , l’analisi matematica dei dati consentono di eseguire delle concatenazioni logiche (“ragionamenti”) a partire dalle informazioni fornitegli, fino a trarne delle conclusioni coerenti, come se essi scaturissero dalla logica e dalla conoscenza di un “Esperto” del problema in esame ( Specialista).
Con l'adozione di questi supporti decisionali, la dotazione di un elettrocardiografo, uno spirometro , un glucometro e una bilancia pesa persone negli attuali studi medici si potrebbero gestire il 75 % delle patologie croniche ed erogare in modo capillare ed uniforme quel 30% di prestazioni specialistiche inappropriate.

www.youtube.com/playlist?list=PLlObiwHmWKrm4Ei-QM6b8cxzw94ZPO5iQ
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