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Dieta: criteri

SCHEMA DI TRATTAMENTO

LA DIETA DEVE ESSERE STABILITA IN BASE A CRITERI QUANTITATIVI E QUALITATIVI

1)DETERMINARE PESO E ALTEZZA

2) SE IL PESO SUPERA DEL 20% QUELLO IDEALE INIZIARE IL     TRATTAMENTO 3)DIETA IPOCALORICA:

paziente di piccola taglia e/o inattivo 800—-1000 kcal

paziente di grossa taglia e/o attivo 1200–1500 kcal    con eventuale aggiunta di farmaci anoressizzanti

4) ATTIVITA’ FISICA :     camminare 1h/die per 2 settimane,o attività corrispondente in palestra;     camminare 2h/die per 2 settimane,o attività corrispondente in palestra;     1h/die di attività fisica più impegnativa (bicicletta, tennis, footing) sino al     raggiungimento del peso ideale, poi 1h due volte la settimana di attività     fisica

5) controllare il peso una volta la settimana :si dovrebbero perdere        400-500 g

6) RAGGIUNTO IL PESO VOLUTO , AGGIUSTARE LA DIETA     PER MANTENERLO

CRITERI QUANTITATIVI

Quando l’obesità è modesta, ed evidentemente correlata ad una alimentazione eccessiva e squilibrata,sarà sufficiente convincere il paziente a mangiare di meno e a ridurre in particolare i cibi più ricchi di carboidrati e grassi

QUANDO l’obesità è più spiccata si può calcolare una dieta con un deficit di 1000 kcal rispetto al fabbisogno calorico ideale ** : ad esempio, se il fabbisogno calorico del paziente è di 2500 kcal si prescriverà una dieta di 1500 kcal; con una dieta di questo tipo il paziente dovrebbe perdere, teoricamente, poco meno di 1 kg per settimana. Alternativamente, senza tener conto del fabbisogno calorico ideale, si può, più semplicemente, prescrivere una dieta di 800 kcal se il paziente è di piccola taglia e/o ha un’attività modesta , di 1500 kcal se il paziente è di grossa taglia e/o svolge un’attività intensa.

** IL Fabbisogno calorico è calcolato in base al peso ideale del soggetto. Si assegnano 30 kcal/kg per lavoro medio 40 kcal/kg per lavoro pesante, non sedentario, 20 kcal/kg per pazienti degenti

CRITERI QUALITATIVI LA DIETA DEVE ESSERE FACILE ,SOPPORTABILE E PROLUNGABILE INDEFINITAMENTE LE DIETE D’ESCLUSIONE NON HANNO MOTIVAZIONI SCIENTIFICHE CERTE  se, talora, hanno successo ciò è da ascrivere alle capacità del singolo terapeuta di suscitare nel paziente entusiasmo ed aderenza alla <<nuova dieta>>

UNA DIETA IPOCALORICA BILANCIATA DEVE CONTENERE:

1) almeno 1–1.5 g/kg di proteine;

2) un’adeguata quantità di grassi(circa 1 g/kg), prevalentemente sotto forma di condimenti cosi da renderla accetta

3) una quantità adeguata di carboidrati, comunque non inferiori ai 50–60 g escludendo dolci e frutta secca;

4) le bevande alcoliche devono essere escluse o drasticamente ridotte;

5) consigliare di non bere durante i pasti (cosi si rendono meno appetibili i cibi solidi e quindi se ne riduce l’introduzione

6) la quantità di sale può essere normale

7) frazionare l’assunzione dei cibi in 4–5 pasti al giorno

8) potranno essere somministrati composti che danno senso di ripienezza

 

 


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Da circa 30 anni stiamo assistendo al proliferare di ambulatori specialistici dedicati a singole patologie (osteoporosi, diabete clinico, piede diabetico, asma, Asma, BPCO, ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco, cardiopatie ischemiche, aritmie, menopausa, allergie , tireopatie, epatopatie , coliti, gastriti etc etc..).
Le liste di attesa sono piene di controlli programmati a distanza di mesi o addirittura di anni e vengono effettuati in pazienti che stanno benissimo, e che quando stanno male veramente devono ricorrere al privato per essere curati con sollecitudine.
Una recente indagine ha chiarito che oltre il 30% dei controlli specialistici sono inappropriati.
Per eliminare questo spreco è necessario che il medico di base riacquisti un ruolo attivo nella gestione delle patologie croniche almeno finchè non si destabilizzino.
Per riqualificare le sue prestazioni professionali il MMG deve acquisire le conoscenze scientifiche che le legittimerebbero.
La complessità e la molteplicità delle problematiche richiederebbe, però, un impossibile impegno intellettuale per non negare ai pazienti le conoscenze e le competenze specialistiche
La tecnologia informatica di tipo esperto DSS (Decision support system) potrebbe realizzare questo processo culturale di trasferimento di ambiti di conoscenza specialistica per essere applicata alla popolazione nel territorio.
Per stabilire quando una patologia si destabilizza e necessita dell'intervento dello specialista si devono analizzare una serie di parametri clinici, antropometrici e di laboratorio che il DSS organizza su un foglio elettronico (tipo Excel).
La riaggregazione , l’analisi matematica dei dati consentono di eseguire delle concatenazioni logiche (“ragionamenti”) a partire dalle informazioni fornitegli, fino a trarne delle conclusioni coerenti, come se essi scaturissero dalla logica e dalla conoscenza di un “Esperto” del problema in esame ( Specialista).
Con l'adozione di questi supporti decisionali, la dotazione di un elettrocardiografo, uno spirometro , un glucometro e una bilancia pesa persone negli attuali studi medici si potrebbero gestire il 75 % delle patologie croniche ed erogare in modo capillare ed uniforme quel 30% di prestazioni specialistiche inappropriate.

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