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Il pronto soccorso privato

bologna_il_pronto_soccorso privato per i casi meno gravi

L’inaugurazione del pronto soccorso

Apre nel complesso Terme San Petronio-Antalgik, e si occuperà di contusioni, lussazioni e altri problemi “lievi” che intasano gli ospedali. La visita costa 100 euro

19 aprile 2016
Ha aperto a Bologna un Pronto intervento ortopedico, traumatologico e fisiatrico privato e a pagamento. Curerà contusioni, lussazioni, distorsioni e patologie ortopedico-fisiatriche, problematiche che di solito tendono a intasare il Pronto soccorso e poi essere trattate, poiché non urgenti, dopo lunghe attese (i famosi camici bianchi o, peggio, verdi). Si trova in via Irnerio 12/A, nel complesso Terme San Petronio-Antalgik-Bodi, sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30. La visita costerà 100 euro, poi eventuali esami di diagnostica ad immagini potranno essere eseguiti (se ci sono le condizioni) in accreditamento col servizio sanitario nazionale o con il rimborso da fondi e casse assistenziali private. “Siamo molto orgogliosi di essere qui oggi – ha spiegato Antonio Monti, direttore scientifico del Circuito della Salute Più e ideatore del Pronto intervento – per mettere a disposizione della città una via complementare al Pronto Soccorso ospedaliero. Al Pronto soccorso si può attendere per ore con i codici verde e bianco, con il rischio anche di creare maggiori disservizi al servizio pubblico: noi ci poniamo come una risorsa che possa essere di aiuto sia ai cittadini bolognesi che al welfare”. “Questo

pronto intervento è un’ulteriore buona idea in un luogo che è già un punto di riferimento in città per la salute – ha aggiunto Luca Rizzo Nervo, assessore sanità e integrazione socio-sanitaria del Comune di Bologna – costruito sui bisogni delle persone e in grado di seguire l’evoluzione delle necessità della sanità pubblica. Occorre costruire una programmazione complementare tra pubblico e privato”.

 


1 commento

  1. Francesco Piruzza Francesco Piruzza ha detto:

    risultati della legge Balduzzi

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Da circa 30 anni stiamo assistendo al proliferare di ambulatori specialistici dedicati a singole patologie (osteoporosi, diabete clinico, piede diabetico, asma, Asma, BPCO, ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco, cardiopatie ischemiche, aritmie, menopausa, allergie , tireopatie, epatopatie , coliti, gastriti etc etc..).
Le liste di attesa sono piene di controlli programmati a distanza di mesi o addirittura di anni e vengono effettuati in pazienti che stanno benissimo, e che quando stanno male veramente devono ricorrere al privato per essere curati con sollecitudine.
Una recente indagine ha chiarito che oltre il 30% dei controlli specialistici sono inappropriati.
Per eliminare questo spreco è necessario che il medico di base riacquisti un ruolo attivo nella gestione delle patologie croniche almeno finchè non si destabilizzino.
Per riqualificare le sue prestazioni professionali il MMG deve acquisire le conoscenze scientifiche che le legittimerebbero.
La complessità e la molteplicità delle problematiche richiederebbe, però, un impossibile impegno intellettuale per non negare ai pazienti le conoscenze e le competenze specialistiche
La tecnologia informatica di tipo esperto DSS (Decision support system) potrebbe realizzare questo processo culturale di trasferimento di ambiti di conoscenza specialistica per essere applicata alla popolazione nel territorio.
Per stabilire quando una patologia si destabilizza e necessita dell'intervento dello specialista si devono analizzare una serie di parametri clinici, antropometrici e di laboratorio che il DSS organizza su un foglio elettronico (tipo Excel).
La riaggregazione , l’analisi matematica dei dati consentono di eseguire delle concatenazioni logiche (“ragionamenti”) a partire dalle informazioni fornitegli, fino a trarne delle conclusioni coerenti, come se essi scaturissero dalla logica e dalla conoscenza di un “Esperto” del problema in esame ( Specialista).
Con l'adozione di questi supporti decisionali, la dotazione di un elettrocardiografo, uno spirometro , un glucometro e una bilancia pesa persone negli attuali studi medici si potrebbero gestire il 75 % delle patologie croniche ed erogare in modo capillare ed uniforme quel 30% di prestazioni specialistiche inappropriate.

www.youtube.com/playlist?list=PLlObiwHmWKrm4Ei-QM6b8cxzw94ZPO5iQ
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