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Epistemologia della Medicina

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    Epistemologia della Medicina

    Negli ultimi 50 anni i mutamenti sociali, intesi nella loro complessità (etici culturali sociali economici, ambientali) e le innovazioni tecnologiche hanno messo in discussione il paradigma della Medicina, inteso come l’apparato concettuale, acquisito con la formazione universitaria. Sociologi, filosofi, psicologi, economisti e politici : ognuno di questi ha proposto la sua ricetta per migliorare la Sanità : i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Si è cominciato negli anni 60 con l’Umanizzazione della medicina, antroposofia, la filosofia cinese, indiana , dalla medicina biomedica si è passati alla Medicina biopsicosociale (medicina narrativa, Slow medicine, medicina basata sull’evidenza). Se i risultati non sono stati pari alle aspettative è perchè questi profani della Sanità si sono indirizzati a delegittimare l’approccio positivista della medicina, basato dall’esigenza di attenersi ai fatti, sulla distinzione tra razionale e irrazionale, sulla demarcazione tra vero e falso, sul metodo sperimentale, vale a dire sulla verifica delle verità cioè delle evidenze. Sono proliferate le terapie non convenzionali provocando la ulteriore regressione del paradigma Medicina e la costante delegittimazione dei contenuti scientifici e metodologici rispetto ai contesti operativi, nei quali questi “sono organizzati”, dei “riferimenti sociali” della domanda rispetto ai sistemi di offerta delle prestazioni. Invece di promuovere l’aspetto biopsicosociale, valorizzando il ruolo del paziente diventato “esigente” (oggetto/malattia —>soggetto/malato in grado di interferire non più passivamente nella relazione medico-paziente) trasformando il paradigma positivista in post-positivista si è rafforzato il modello riduzionista tecno-scientifico che si voleva contrastare riducendo e frammentando il malato dapprima ad organo e addirittura , con l’avvento della genomica , a molecola. E’ mancato l’approccio epistemologico della conoscenza nel senso di riuscire a trarre delle conclusioni logiche dalla complessità dei fenomeni che influenzano la malattia ed il suo decorso. Un esempio di approccio epistemologico è MAINEX (Medical Application Information Expert) in cui la molteplicità delle problematiche e la loro interdisciplinarità vengono riaggregate , sintetizzate, analizzate ed unificate dal supporto decisionale. Il supporto decisionale rilegittimerebbe il medico sul piano epistemico riducendo il gap culturale accumulato con l’accelerazione del progresso scientifico degli ultimi anni e riacquisterebbe credibilità nei confronti dell’ex paziente diventato “esigente”, con il quale possiamo ripristinare il rapporto di fiducia (non più conflittuale) che era stato minato dall’economicismo tecnocratico. L’alleanza tra il medico più bravo e l’esigente (ex paziente)  sempre più informato potrà interrompere il trend verso la medicina privata e favorire la sostenibilità del SSN pubblico sempre più minacciato dall’eccessivo specialismo.

    p.s.

    In parole povere si potrebbe affermare che illustri personaggi che non hanno mai studiato Medicina si sono arrogati il diritto di insegnare ai medici la professione. Anche le Università , le Società scientifiche sono rimaste indietro ed hanno prodotto un mini-medico sul piano delle possibilità epistemiche, culturali e sociali, nonché strettamente sanitarie sempre più deresponsabilizzato e ciò stride rispetto alla maximedicina sul piano delle possibilità scientifiche. 


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