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Semeiotica Cardiaca

Suggerimenti che ho fornito ad Ussai per controbattere alle dichiarazione programmatiche della Serracchiani

In blu’ dichiarazioni della Serracchiani

Partiamo da una constatazione: il nostro è un sistema sanitario regionale che funziona.

Millantato credito. Funziona lo spreco delle risorse con scarse ricadute sulla popolazione che è costretta a subire lunghe liste di attesa ed a ricorrere alla Sanità privata.

Una recente indagine ha chiarito che oltre il 30% dei controlli specialistici sono inappropriati, questi controlli riempiono le liste di attesa con conseguenti disagi per chi ha urgenza di un accertamento tempestivo.

Altro spreco di cui nessuno parla è utilizzare, di fatto, 1100 medici di base, per gran parte della loro attività, per il disbrigo di una miriade incredibile di normative burocratiche, come trascrittori di spesa indotta da altre figure professionali, anziché per la gestione clinica della prevenzione delle malattie e della gestione delle patologie croniche in fase stabile. Queste sono effettuate con enorme aggravio del bilancio regionale (perché retribuite con tariffazione specialistica a notula, anziché a quota capitaria) da quegli operatori di 2 livello (specialisti / ospedali) che invece dovrebbero occuparsi delle patologie acute e destabilizzate.

Basterebbe eliminare questi sprechi per risolvere gran parte dei problemi.

Manca la volontà politica, ciononostante per “mantenere stabile la qualità del servizio pur dovendo contenere i costi”, si adottano provvedimenti che invece peggioreranno la qualità del servizio e incrementeranno i costi. Le aggregazioni funzionali territoriali in cui devono raggrupparsi diversi medici di base per garantire l’H/24 , che tra l’altro c’è già, e per ridurre l’afflusso al Pronto Soccorso sono in realtà degli ospedaletti di quartieri, e, dovendo essere dotati di una strumentazione tecnologica di base (laboratorio , radiologia, specialisti ) rischiano di produrre un notevole incremento della spesa sanitaria,( aumentando l’offerta aumenta la domanda)

Bisogna, veramente,  “cambiare il modo di pensare la Sanità”.

In regione assistiamo, ad ogni cambio di governo, al balletto dei direttori generali, delle ASS, degli ospedali, Distretti sanitari , si riducono gli uni , si moltiplicano gli altri.

Fin’ora tutti questi escamotage per migliorare l’assistenza hanno fallito clamorosamente perché non si è affrontata la causa principale che ha determinato la NON SOSTENIBILITA’ dell’attuale Servizio Sanitario: l’Aziendalizzazione del SSN ha trasformato i pazienti in clienti e si è finito per far prevalere gli interessi economici piuttosto che agli obiettivi di salute.

Il M5S propone invece di cambiare veramente il modo di pensare la Sanità interrompendo questa emorragia di risorse ELIMINANDO IL PROFITTO SULLA SALUTE su quel 30% di prestazioni inappropriate.

Ciò non è possibile trasformando gli studi dei medici di base in “call center e centri di prenotazioni”,  ma mettendoli in condizione di tornare ad occuparsi di prevenzione, di follow-up e di terapia.

Il proliferare di ambulatori specialistici dedicati a singole patologie (osteoporosi, diabete clinico, piede diabetico, asma, bpco, ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco, cardiopatie ischemiche, aritmie, menopausa,  allergie , tireopatie, epatopatie etc etc..) la dicono lunga sia sul giro di affari delle aziende sanitarie pubbliche e private e sul reale ruolo dei medici di base costretti a fare i notificatori di spesa. Infatti le liste di attesa sono piene di controlli specialistici programmati a distanza di mesi o addirittura di anni e vengono effettuati in pazienti che stanno benissimo, e che quando stanno male veramente devono ricorrere al privato per essere curati con sollecitudine.

Numerose sono i fattori che hanno determinato questo stato di cose, lo Status di Azienda del SSN che per mantenere i servizi devono produrre utili è, forse il più importante e quello che ha  favorito l’estromissione dei medici di base dal governo clinico delle patologie e della prevenzione dapprima con una serie incredibile di normative burocratiche finalizzate paradossalmente alla riduzione dei costi. Per essere gestita la burocrazia è stata favorita e promossa un tipo di informatizzazione che serve per archiviare dati clinici e di laboratorio per gli specialisti (segretari) e per velocizzare la compilazione della enorme quantità di prestazioni retribuite a notula secondo il tariffario regionale  che la trascrizione manuale non avrebbe potuto garantire in numero cosi elevato per ovvi motivi.

Queste attività cosiddette mediche hanno assorbito le energie dei medici di base che non hanno avuto più il tempo per aggiornare la FORMAZIONE PROFESSIONALE  e si è creato un notevole gap culturale causato dal rapido sviluppo delle conoscenze scientifiche.

 

Per migliorare l’assistenza sanitaria uniformemente e capillarmente nel territorio deve inevitabilmente essere coinvolta a pieno titolo l’unico professionista della sanità che vive a contatto con i cittadini e che può essere contattato facilmente senza ricorrere al CUP, purchè sia messo nella condizione di lavorare , innanzitutto eliminando la burocrazia e dotandolo di un tipo di informatizzazione di tipo esperto, che gli consenta di “processare” tutti i parametri clinici e antropometrici che caratterizzano una patologia in condizioni di stabilità  e per selezionare i pazienti bisognosi di approfondimenti specialistici. Un tanto per essere in linea con gli orientamenti della comunità scientifica che prevede l’evoluzione del mmg da gate-keeper (Filtro di informazioni) a System-keeper (custode di sistema)

L’obiettivo della medicina generale non è infatti fare da filtro bensi integrare cure primarie e secondarie per aumentare la qualità delle risposte.

Ciò implica cambiamenti

  • nell’organizzazione del lavoro: organizzando gli ambulatori in modo che un giorno vengano visti i diabetici, un giorno gli ipertesi, un giorno quelli con Scompenso cardiaco, un giorno gli obesi a cui elaborare una dieta equilibrata e bilanciata
  • nei processi assistenziali: dotando gli ambulatori di una tecnologia di base , quali un Ecg, uno spirometro, un glucometro ed una bilancia pesapersone per poter gestire la gran parte dei bisogni sanitari della popolazione assistita. Basta affiancare i medici associati un infermiere e/o un collaboratore per l’esecuzione manuale di queste indagini diagnostiche e per organizzare gli appuntamenti
  • nel sistema remunerativo: andrebbero incentivati i MMG che lavorano bene e producono salute, attualmente avviene il contrario

Ecco le dichiarazioni di USSAI e della Serracchiani : trovate le differenze

 

 

 

Questo video è sparito dalla pagina http://www.movimento5stellefvg.it/andrea-ussai-dichiarazione-di-voto-su-ddl-sanita/

 

Stralcio ella bozza1

 

 

   

 

     RITMO DI GALOPPO  Nello scompenso cardiaco il 1° tono è attutito mentre il 2° tono è accentuato, se vi è ipertensione polmonare. La presenza di un 3° tono aggiunto (3° tono) è considerato un segno prognostico di scompenso cardiaco grave Il 3° tono di origine ventricolare sx si ascolta con particolare evidenza dopo l’inspirazione in regione apicale e con il paziente in decubito laterale sx, mentre il 3° tono di origine ventricolare dx si apprezza durante l’inspirazione in regione parasternale sx ed in decubito supino. Il 3° tono è a bassa frequenza e sordo e si ascolta meglio con la campana dello stetoscopio appoggiata appena sul torace con il paziente in decubito laterale sx. Ma il 3° tono non è un reperto specifico dello scompenso cardiaco e può essere presente anche in soggetti normali, di età inferiore a 40 anni, oltre che nell’insufficienza mitralica.

Terzo Tono patologico

Semeiologia   Auscultatoria del Cuore

 

Disco 1                    Toni Cardiaci

 

Brano 1                      reperto normale in un adulto  1° tono cupo, 2°  tono  chiaro

Brano 2                      reperto normale in un in un bambino con aritmia respiratoria

Brano 3                      reperto ascoltatorio normale in un neonato

Brano 4                      Toni cardiaci fetali accompagnati dal polso materno sotto forma di un lieve

soffio sistolico

 

Extratoni: ritmo di galoppo sistolico

 

Brano 5                      Extratoni: ritmo di galoppo sistolico esempio 5  bipartizione del 1° tono

percepibile sottoforma di due impulsi separati

Brano 6                      sdoppiamento del 1° tono

Brano 7                      click mesosistolico con breve extratono che cade nella parte centrale della

sistole

Brano 8                      click telesistolico: un 2 tono cupo è preceduto a breve distanza da 2° extra

tono di timbro chiaro

Brano 9                      click telesistolico a incidenza variabile : il 2 tono è preceduto da un extratono

chiaro  che durante l’espirazione si allontana dal 2 tono e diventa perciò più

evidente

Brano 10                    Bipartizione del 2° tono: solo durante l’inspirazione si verifica una

suddivisione del 2° tono in 2 impulsiacustici distinti

Brano 11                    Sdoppiamento de 2° tono in presenza di bbsx: evdente e costante suddivisione

del 2° tono in 3 parti

Brano 12                    Sdoppiamento del 2° tono in presenza di Extrasistolia ventricolare

Brano 13                    Tono pericardico : extra tono di timbro chiaro che segue immediatamente il

2° tono

Brano 14                    Tono di apertura della mitrale con un lungo intervallo in presenza di ritmo

sinusale regolare

Brano 15                    Tono di apertura della mitrale con breve intervallo in presenza di ritmo

sinusale regolare

Brano 16                    Tono di apertura della mitrale con lungo intervallo in presenza di aritmia

fibrillatoria a bassa frequenza

Brano 17                    Tono di apertura della mitrale con breve intervallo in presenza di aritmia

fibrillatoria a bassa frequenza

Brano 18        19        3° tono percepibile come reperto fisiologico in un giovane

Brano 19        19        3° tono percepibile come reperto fisiologico in giovane normale

Brano 20                    3° tono percepibile come reperto patologiconell’adulto

Brano 21                    Tono atriale percepibile : il  tono atriale precede il 1° tono atriale e si presenta

cupo, contemporaneamente dispnea a riposo

 

Variazione di intensità dei toni cardiaci:

 

in primo luogo indebolimento del 1° tono

 

Brano 22                    Attenuazione primitiva del 1° tono in presenza d’infarto coronarico

Brano 23                    Attenuazione secondaria dei 2 toni cardiaci in presenza di enfisema

polmonare, come reperto collaterale soffi inspiratori da bronchiectasie

Gruppo d’accentuazione dei tono cardiaci

 

Brano 24                    Accentuazione del 1° tono cardiaco

Brano 25                    1° tono cardiaco scoccante in presenza di stenosi mitralica

Brano 26                    1° tono consonante: alcuni dei primi toni hanno un carattere musicale

Brano 27                    accentuazione del 2° ton cardiaco

Brano 28                    Accentuazione del 2° tono, contemporaneamente soffio sistolico rauco da

sclerosi

Brano 29                    Accentuazione del 2° tono cardiaco in presenza di insufficienza aortica, il 2°

tono chiaro ed accentuato è seguito immediatamente da un 2° soffio

diastolico di timbro scrosciante                                                          soffio diastolico

Brano 30                    2° Tono consonante: Timbro musicale del 2° tono in presenza di aneurisma

aortico

 

Soffi cardiaci                                                                                        

Per il giudizio clinico cardiaco di un soffio cardiaco  per quanto riguarda

l’ascoltazione cardiaca analatica le seguenti caratteristiche sono di

particolare importanza.

Per primo consideriamo l’evento temporale di un soffio in relazione con il

tono cardiaco che precede

Brano 31                    il soffio immediato diastolico segue il tono  precedente senza pausa: come

esempio ricordiamo il soffio immediato diastolico che è patognomonico

dell’insufficienza aortica

Il soffio intervallato, invece, segue il tono cardiaco precedente dopo una

breve pausa come esempio presentiamo il soffio intervallato protodiastolico

in caso di stenosi mitralica

il 2° importante criterio risiede nelle caratteristiche d’intensità di un soffio:

distinguiamo un soffio in decrescendo con intensità in diminuzione, da un

soffio in crescendo con intensità crescente, ed un soffio isodinamico con

intensità costante

 

Il 3° criterio consiste infine nel timbro del soffio : in questo caso riscontriamo

con frequenza le seguenti possibilità: soffio musicale , nell’esempio

riportiamo di seguito uno accanto all’altro un soffio rauco ed un soffio

scrosciante; Infine  soffio con timbro raschiante

La considerazione di queste forme fondamentali dei soffi cardiaci rende

possibile nella maggior parte dei casi un giudizio sicuro sulla diagnosi

cardiologica, senza l’ausilio della tecnologia

presentiamo , adesso

Brano 32        esempio 1        Insufficienza aortica con soffio immediato scrosciante olodiastolico,

forma endocarditica del vizio valvolare

Brano 33        esempio 2        Insufficienza aortica con soffio immediato diastolico di timbro

musicale , forma sclerotica del vizio valvolare

Brano 34        esempio 3        Stenosi valvolare aortica di tipo 1° senza 2° tono

Brano 35        esempio 4        Stenosi valvolare aortica di tipo 2° con  2° tono accentuato

Brano 36        esempio 5        Vizio valvolare aortico combinato

 

 

Disco 2

 

 

 

 

Brano 1          esempio 6        Insufficienza mitralica di tipo 1° con soffio immediato sistolico in

decrescendo

Brano 2          esempio 7        Insufficienza mitralica di tipo 2° con soffio immediato olosistolico

con intensità costante

Brano 3          esempio 8        Insufficienza mitralica di tipo 3° con soffio Intervallato telesistolico in

crescendo

Brano 4          esempio 9        Stenosi mitralica con tono di apertura della mitrale in caso di aritmia

da fibrillazione a bassa frequenza in crescendo

Brano 5          esempio 10      Stenosi mitralica con tono di apertura della mitrale e soffio

protodiastolico intervallato in presenza di ritmo sinusale regolare

Brano 6          esempio 11      Stenosi mitralica con soffio presistolico in crescendo e 1° tono

scoccante

Brano 7          esempio 12      Vizio mitralico combinato, soffio immediato sistolico

dell’insufficienza mitralica, soffio immediato diastolico

dell’insufficienza mitralica

Brano 8          esempio 13      Sclerosi aortico: soffio sistolico da sclerosi di timbro rauco

Brano 9          esempio 14      Soffio dovuto alla presenza di trombi in successione irregolare soffi

sistolici di timbro musicale

Brano 10        esempio 15      Pericardite secca in caso di infarto della parete anteriore con soffio da

sfregamento pericardico

Brano 11        esempio 16      endocardita reumatica florida e soffi sistolico e diastolico dolce

Brano 12        esempio 17      soffio intervallato sistolico accidentale musicale

Brano 13        esempio 18      Pervietà del dotto di Botallo con soffio difasico sistolico diastolico

continuo

Brano 14        esempio 19      Lo stesso paziente dopo l’intervento attenuazione del 1° tono

accentuazione del 2° tono nessun soffio è più udibile

Brano 15        esempio 20      Difetto del setto interatriale

Brano 16        esempio 21      tetralogia di Fallot e soffio sistolico doppio

Brano 17        1° esempio      per confrontare il ritmo normale nell’adulto

Brano 18        2° esempio      tachicardia sinusale con frequenza di 140 b/m’

Brano 19        3° esempio      bradicardia sinusale regolare frequenza al minuto 48 battiti

Brano 20        4° esempio      aritmia sinusale respiratoria regolare

Brano 21        5° esempio      ritmo pendolare

Brano 22        6° esempio      Embriocardia

Brano 23        7° esempio      diagnosi ascoltatoria differenziale delle estrasistoli atriali senza

sdoppiamento del 1° tono. Poi exrasistoli ventricolari con

sdoppiamento del 1° tono

Brano 24        8° esempio      Le forme più frequenti del disturbo del ritmo cardiaco dovuto ad

extrasistoli: per primo extrasitoli atriali frequenti in successione

irregolare poi extrasitolia ventricolare a salve

Brano 25                    Sindrome respiratoria da psiconeurosi

 

 

 

 

 


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