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Management della Terapia Ormonale Sostitutiva (TSO) in Menopausa

foto moduloTOS e menopausa: è il momento di riparlarne

Rossella Nappi (Università degli Studi di Pavia)

Abstract

I risultati del Women’s Health Initiative, 15 anni fa, hanno rivoluzionato il modo di considerare la terapia ormonale sostitutiva (TOS), facendo insorgere preoccupazioni a medici e pazienti e, di fatto, una riduzione dell’attenzione e quindi del trattamento dei sintomi negativi associati a questa fase della vita. Ridiscutendo negli anni i dati di questo studio è emerso che donne trattate durante la transizione alla menopausa, sintomatiche, hanno in definitiva molti benefici e pochi rischi. È quindi importante tornare a parlare di questa possibilità, che può essere considerata una terapia a 360°, capace di prevenire le grandi patologie dell’invecchiamento, come osteoporosi, diabete, ipercolesterolemia, a condizione di utilizzarla al dosaggio più basso possibile e nel tempo giusto.

La Menopausa è la cessazione delle mestruazioni per più di 12 mesi.

L’effetto ormonale più rilevante è diminuzione degli Estrogeni

Sebbene la cessazione delle mestruazioni sia un evento naturale, le conseguenze del deficit estrogenico sono devastanti per alcune donne. Il deficit degli estrogeni può essere considerato un’endocrinopatia in buona fede al pari dell’insufficienza tiroidea o surrenalica; si tratta di un insufficienza ghiandolare (ovaio) con conseguente deficit ormonale (estrogeni) ed eventi patologici come l’atrofia genito-urinaria e l’osteoporosi.. La TSO previene o migliora i processi patologici associati ad essa, nonostante ciò questa terapia rimane grandemente sottoutilizzata e continua ad esserci una grande percentuale di donne in postmenopausa ad alto rischio per le quali tale terapia sarebbe di beneficio.

Bisognerebbe considerare per ciascuna paziente i propri rischi e benefici e quindi decidere se la terapia estrogenica sostitutiva sia adatta o meno.

Utero: con l’aggiunta di un’appropriata dose di progestinici si elimina il rischio che la terapia sostitutiva estrogenica (TSE) possa indurre il cancro dell’endometrio. Nelle donne isterectomizzate non c’è bisogno di aggiungere il progestinico.

Mammella: non è stato osservato un aumento significativo di cancro della mammella in donne che usano la TSO rispetto a quelle che non l’assumono, tuttavia nelle donne ad alto rischio genetico (familiari con K. della mammella) si deve usare cautela.

Malattie cardiovascolari: Grandi benefici

Ipertensione Arteriosa: la TSE può provocare un lieve aumento della pressione arteriosa: si può utilizzare una terapia non orale (transdermica o topica) per evitare l’effetto di primo passaggio epatico degli estrogeni.

Diabete: come le donne con ipertensione, quelle con diabete sono ad alto rischio per malattie cardiovascolari e dimostrano un grande beneficio dalla TSE rispetto alle donne normali.

Tromboembolismo venoso: un piccolo gruppo di pazienti sono a rischio di tromboembolia quando assumono estrogeni esogeni. L’uso di basse dosi di estrogeni non orali minimizzano le potenziali alterazioni delle eptaglobuline indotte dagli estrogeni esogeni.Poichè l’incidenza di tromboembolia è rara, non è utle in termini di costi, selezionare le pazienti con questa predisposizione (per esempio controllando la Proteina C, proteina S, il deficit di antitrombina III. L’anamnesi familiare positiva è un indicazione al controllo.

Malattia coronarica:L’evidenza indica che la TSE è efficace quanto le statine nel trattamento delle dislipidemie. La terapia estrogenica si associa ad una aumentata produzione di Ossido Nitrico e l’effetto antiossidante si esercita impedendo la perossidazione endoteliale delle LDL. Gli affetti antiaterogenici sono maggiori con la terapia per os rispetto a quella transdermica. Le donne che traggono maggiori benefici sono quelle con malattie cardiovascolari e l’uso corrente è associato in maniera importante, ad una maggiore protezione, rispetto ad un uso pregresso.

Osteoporosi:Poichè gli estrogeni offrono molti altri significativi benefici, essi rimangono la scelta ottimale per la prevenzione ed il trattamento dell’osteoporosi : gli estrogeni non solo ostacolano il riassorbimento osseo, ma spesso favoriscono anche l’aumento della massa ossea. Pazienti la cui misurazione della densità ossea si colloca due deviazioni standard al di sotto del picco di massa ossea sono a rischio significativo di fratture e dovrebbero essere considerate per la terapia supplementare.

Atrofia genitourinaria:Un elevata concentrazione di recettori per estrogeni si trova nell’epitelio della mucosa vaginale ed uretrale: il crollo postmenopausale della concentrazione plasmatica di estrogeni è responsabile della gran parte delle disfunzioni sessuali e delle incontinenze urinarie a causa dell’atrofia genitourinaria, pertanto la TSO potrebbe prevenirle.L’integrità dell’epitelio vaginale potrebbe essere ottenuta con piccole quantità di estrogeni applicati localmente.

Sistema Nervoso Centrale: Numerosi studi hanno dimostrato che gli estrogeni promuovono la crescita e la vitalità dei neuroni per la loro capacità di aumentare il flusso ematico cerebrale. E’ stato documentato che nelle donne in postmenopausa il TSO ritarda la comparsa e la progressione della Malattia di Alzheimer.

agosto: 2017
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