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Raccomandazioni

** I broncodilatatori a breve durata d’azione, al bisogno sono indicati nelle forme lievi e in aggiunta  ad altri farmaci in tutti gli stadi della malattia.

** Nei pazienti che rimangono sintomatici nonostante l’uso di broncodilatatori a breve durata di azione bisogna aggiungere broncodilatatori a lunga durata di azione, che si sono dimostrati superiori a una combinazione di broncodilatatori a breve durata.

** Nei pazienti che permangono sintomatici nonostante la terapia bisogna intensificare il trattamento inalatori includendo broncodilatatori a lunga durata di azione e/o una terapia di combinazione che li comprenda.

** La teofillina dovrebbe essere usata solo dopo aver effettuato un periodo di trattamento con broncodilatatori per via inalatoria a breve e lunga durata di azione, o in pazienti che non sono capaci di usare la terapia inalatoria.

** Il test di reversibilità con corticosteroidi orali non deve essere usato per predire la risposta agli ICS e selezionare i pazienti cui prescrivere terapia con ICS.

** Non è consigliata normalmente nella BPCO una terapia di mantenimento con corticosteroidi orali, se non a seguito di una riacutizzazione, nel qual caso la terapia orale deve essere sospesa il prima possibile.

** Qualora si debba effettuare una terapia a lungo termine con steroidi orali è necessario iniziare un trattamento profilattico della osteoporosi, specie se il paziente ha un’età superiore ai 65 anni.:

** Gli ICS dovrebbero essere prescritti ai pazienti con FEV1 <50% del predetto che accusino in un anno 2 o più episodi di riacutizzazione con necessità di antibiotici o corticosteroidi per os.

** Se il paziente permane sintomatico mentre è in monoterapia con broncodilatatori a lunga durata d’azione, bisogna iniziare una terapia di combinazione con varie classi farmacologiche secondo le varie disponibilità attuali.

** Gli inalatori dovrebbero essere prescritti solo dopoche il paziente ne ha compreso il funzionamento e si è esercitato al loro uso, dimostrando un soddisfacente utilizzo dell’erogatore.

** Tale capacità deve essere testata progressivamente nel tempo, se necessario anche con nuove sedute di insegnamento.

 

in tutti i pazienti affetti da BPCO.

 

** La vaccinazione antinfluenzale annuale è raccomandata

** La vaccinazione antipneumococcica dovrebbe essere fatta almeno una volta nei pazienti con  BPCO ed eventualmente ripetuta una

volta in quelli a maggior rischio; tale vaccinazione  dovrebbe essere fatta anche nei pazienti giovani ma con   rilevanti alterazioni

funzionali  respiratorie.

** Non vi è al momento sufficiente evidenza per una profilassi antibiotica ciclica nella BPCO stabile.

** La terapia mucolitica dovrebbe essere presa in considerazione nei pazienti con cronica   produzione di abbondante muco, e proseguita se vi è un miglioramento sintomatico.

** Non vi sono sufficienti evidenze per raccomandare una terapia con antiossidanti o con    immunostimolanti.

** L’approccio terapeuticio alla BPCO stabile non deve prevedere antitussivi.

Sulla base di quanto sopra è possibile sintetizzare l’approccio terapeutico ai pazienti con BPCO in fase stabile in relazione al livello di gravità della malattia

Nei pazienti con pochi sintomi che si presentano solo durante sforzo fisico, oltre all’abolizione dei fattori di rischio, e in particolare del fumo di sigarette, è accettabile iniziare con broncodilatatori a breve durata d’azione al bisogno, di tipo beta-adrenergico o anticolinergico, associati se necessario.

La scelta comunque va individualizzata nel singolo paziente in rapporto ai benefici e agli effetti collaterali

In caso di maggiore intensità e presenza dei sintomi e di ostruzione bronchiale di grado più elevato è opportuno impiegare broncodilatatori a lunga durata di azione di tipo anticolinergico o beta-adrenergico per attenuare la dispnea da sforzo, migliorare la sopportazione degli sforzi fisici e ridurre la frequenza e l’intensità delle riacutizzazioni, utilizzando i SABA al bisogno.

L’associazione LABA/ICS può essere introdotta nei pazienti con BPCO moderata e grave se le riacutizzazioni sono

frequenti e/o persiste importante dispnea nonostante l’uso del solo LABA o LAAC.

Nelle forme più gravi bisogna utilizzare tutte le risorse farmacologiche disponibili per migliorare lo stato di salute del

paziente e la sua qualità della vita


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Da circa 30 anni stiamo assistendo al proliferare di ambulatori specialistici dedicati a singole patologie (osteoporosi, diabete clinico, piede diabetico, asma, Asma, BPCO, ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco, cardiopatie ischemiche, aritmie, menopausa, allergie , tireopatie, epatopatie , coliti, gastriti etc etc..).
Le liste di attesa sono piene di controlli programmati a distanza di mesi o addirittura di anni e vengono effettuati in pazienti che stanno benissimo, e che quando stanno male veramente devono ricorrere al privato per essere curati con sollecitudine.
Una recente indagine ha chiarito che oltre il 30% dei controlli specialistici sono inappropriati.
Per eliminare questo spreco è necessario che il medico di base riacquisti un ruolo attivo nella gestione delle patologie croniche almeno finchè non si destabilizzino.
Per riqualificare le sue prestazioni professionali il MMG deve acquisire le conoscenze scientifiche che le legittimerebbero.
La complessità e la molteplicità delle problematiche richiederebbe, però, un impossibile impegno intellettuale per non negare ai pazienti le conoscenze e le competenze specialistiche
La tecnologia informatica di tipo esperto DSS (Decision support system) potrebbe realizzare questo processo culturale di trasferimento di ambiti di conoscenza specialistica per essere applicata alla popolazione nel territorio.
Per stabilire quando una patologia si destabilizza e necessita dell'intervento dello specialista si devono analizzare una serie di parametri clinici, antropometrici e di laboratorio che il DSS organizza su un foglio elettronico (tipo Excel).
La riaggregazione , l’analisi matematica dei dati consentono di eseguire delle concatenazioni logiche (“ragionamenti”) a partire dalle informazioni fornitegli, fino a trarne delle conclusioni coerenti, come se essi scaturissero dalla logica e dalla conoscenza di un “Esperto” del problema in esame ( Specialista).
Con l'adozione di questi supporti decisionali, la dotazione di un elettrocardiografo, uno spirometro , un glucometro e una bilancia pesa persone negli attuali studi medici si potrebbero gestire il 75 % delle patologie croniche ed erogare in modo capillare ed uniforme quel 30% di prestazioni specialistiche inappropriate.

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