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Corticosteroidi

Formulazioni comunemente utilizzate dei farmaci broncodilatatori
Farmaco Nome Commerciale Dose inalata predosata (μg) Nebulizzatore (mg) Orale (mg) Durata d’azione(h)
Glucocorticoidi Antinfiammatori
Fluticasone Flixotide  (aereos, Disk) Fluspiral (aereos, Disk)
Beclometasone Beclometasone GNR aer 250 mcg, Becotide 50  mcg aer Becotide  250 mcg aer
Clenil Forte Jet 250 aer Clenil aereosol 10 fiale
Budesonide Miflonide cps inal 200 e 400 Pulmaxan Turboh 200 e 400 Spirocort Turbohaler  200 e 400
Flunisolide Fluminex
Triamcinolone Ledercort p8 
Prednisone Deltacortene 5 cpr Deltacortene 25 cpr
Metilprednisone Urbason cpr Urbason Ret. mite cpr
Dosaggio giornaliero dei glucocorticoidi per via inalatoria
Farmaco Dose bassa Dose Media Dose alta
Beclometasone 168-504 μg 504-840 μg >840 μg
42 μg/puff 4-12 puff 12-20 puff >20 puff
84 μg/puff 2-6 puff 6-10 puff >10 puff
Budesonide 200-400 μg 400-600 μg >600 μg
200 μg/dose 1-2 inalazioni 2-3 inalazioni > 3 inalazioni
Flunisolide 500-1000 μg 1000-2000 μg >2000 μg
250 μg/puff 2-4 puff 4-8 puff >8 puff
Fluticasone 88-264 μg 264-660 μg >660 μg
44 μg/puff 2-6puff
110 μg/puff 2 puff 6 puff > 6 puff
220 μg/puff > 3 puff
Triamcinolone 400-1000 μg 1000-2000 μg >2000 μg
100 μg/puff 4-10 puff 10-20puff >20 puff

CORTICOSTEROIDI

L’azione dei corticosteroidi nella BPCO stabile è meno evidente he nell’asma e in generale si ritiene che anche dosi elevate di steroidi producano scarso effetto sul processo infiammatorio che caratterizza la BPCO.

Però alcuni studi hanno dimostrato anche con biopsie bronchiali che il corticosteroide inalatorio da solo o associato al LABA nella BPCO riduce la flogosi delle vie aeree84 e attenua i markers di infiammazione sistemica come la proteina C reattiva

 

Corticosteroidi per os

 La somministrazione di glucocorticoidi deve essere presa in considerazione nei pazienti con BPCO grave con frequenti esacerbazioni

Una quota di pazienti identificabile attorno al 10% dimostra un significativo incremento di FEV1 dopo somministrazione di corticosteroidi orali, ma gli effetti collaterali indesiderati degli steroidi sistemici a carico di vari organi e apparati sonotali che essi non sono sufficientemente supportati da questo piccolo beneficio.

In effetti una revisione sistematica pubblicata pochi anni fa ha dimostrato che con la somministrazione di steroidi per os ad alte dosi per 2-3 settimane si ottiene un incremento superiore al 20% del FEV1 nei confronti del placebo.

È stato osservato anche un lieve miglioramento dello stato fisico e dei sintomi, ma nessun vantaggio in termini di miglioramento della qualità di vita o di riduzione della incidenza di riacutizzazioni con la somministrazione prolungata per due anni di steroidi orali a basse dosi.

Di contro vi era un aumentato rischio di effetti avversi, come iperglicemia, ipertensione, inibizione surrenalica, osteoporosi e alterazioni dei muscoli scheletrici (miopatia da steroidi).

Pertanto la somministrazione sistemica di corticosteroidi anche a basse dosi nella BPCO stabile non è consigliata.

Corticosteroidi per via inalatoria (ICS)

Diversi studi hanno valutato gli effetti sia nel breve sia nel lungo termine con corticosteroidi inalatori in pazienti con BPCO .

In particolare, studi nel breve termine non hanno rivelato effetti significativi dei corticosteroidi sulla flogosi delle vie aeree.

Una revisione sistematica degli effetti degli ICS non ha dimostrato significativo beneficio in termini di FEV1, punteggio dei sintomi e qualità di vita nei pazienti con BPCO grave, ma una effettiva riduzione nella frequenza di riacutizzazioni indipendentemente dal fatto che i pazienti fossero precedentemente trattati o meno con steroidi sistemici.


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Da circa 30 anni stiamo assistendo al proliferare di ambulatori specialistici dedicati a singole patologie (osteoporosi, diabete clinico, piede diabetico, asma, Asma, BPCO, ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco, cardiopatie ischemiche, aritmie, menopausa, allergie , tireopatie, epatopatie , coliti, gastriti etc etc..).
Le liste di attesa sono piene di controlli programmati a distanza di mesi o addirittura di anni e vengono effettuati in pazienti che stanno benissimo, e che quando stanno male veramente devono ricorrere al privato per essere curati con sollecitudine.
Una recente indagine ha chiarito che oltre il 30% dei controlli specialistici sono inappropriati.
Per eliminare questo spreco è necessario che il medico di base riacquisti un ruolo attivo nella gestione delle patologie croniche almeno finchè non si destabilizzino.
Per riqualificare le sue prestazioni professionali il MMG deve acquisire le conoscenze scientifiche che le legittimerebbero.
La complessità e la molteplicità delle problematiche richiederebbe, però, un impossibile impegno intellettuale per non negare ai pazienti le conoscenze e le competenze specialistiche
La tecnologia informatica di tipo esperto DSS (Decision support system) potrebbe realizzare questo processo culturale di trasferimento di ambiti di conoscenza specialistica per essere applicata alla popolazione nel territorio.
Per stabilire quando una patologia si destabilizza e necessita dell'intervento dello specialista si devono analizzare una serie di parametri clinici, antropometrici e di laboratorio che il DSS organizza su un foglio elettronico (tipo Excel).
La riaggregazione , l’analisi matematica dei dati consentono di eseguire delle concatenazioni logiche (“ragionamenti”) a partire dalle informazioni fornitegli, fino a trarne delle conclusioni coerenti, come se essi scaturissero dalla logica e dalla conoscenza di un “Esperto” del problema in esame ( Specialista).
Con l'adozione di questi supporti decisionali, la dotazione di un elettrocardiografo, uno spirometro , un glucometro e una bilancia pesa persone negli attuali studi medici si potrebbero gestire il 75 % delle patologie croniche ed erogare in modo capillare ed uniforme quel 30% di prestazioni specialistiche inappropriate.

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