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Monthly Archives: aprile 2016

Protetto: disegno

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Calcolo del R. Coronarico.

Se vogliamo capire come viene gestita la salute dei cittadini basta leggere come è stata gestita la prevenzione cardiovascolare (infarti ed ictus sono tra le cause maggiori di mortalità). Nel 1999 è stato presentato al Ministero della Salute un metodo di calcolo elaborato sui dati del più grande studio epidemiologico che ha coinvolto milioni di persone in 3 continenti. (Studio Framingham). La stima del rischio individuale era molto accurata e si sarebbero potuto creare delle mappe del rischio della popolazione cui orientare le risorse. Cosa fa il MdS ? adotta un metodo obsoleto e inadeguato per il calcolo e lo pubblicizza con congressi e servizi televisivi come il calcolo più appropriato per la popolazione italiana, perché il Framingham sopravvalutava il reale rischio degli italiani e ciò avrebbe comportato un maggiore consumo di farmaci per la prevenzione. La motivazione poteva essere valida se non ci fosse stato un piccolo particolare: era vero il contrario.

 

Per aprire il file digitare la pw: mainex

CMA_PIRUZZA1

 

Il lavoro originale lo trovate qui   http://www.mainex.it/CMA.HTM

VIII CONGRESSO SINV (Società Interdisciplinare NeuroVascolare) RAPALLO (GE) 26-27 Novembre 1999

ABANO            (Riflessioni sulle Tavole Italiane del Rischio) Atti del congresso

Calcolo del Rischio Assoluto e Relativo

STRUMENTO UTILE IN PREVENZIONE PRIMARIA

E’ UN METODO CHE OFFRE UNA STIMA RAPIDA, REALISTICA E FACILE DEL RISCHIO,
Ci sono alcuni limiti: il peso, lo stile di vita e la familiarità contribuiscono al rischio di eventi cardio e cerebrovascolari,ma non è possibile, secondo i ricercatori quantificarli per il singolo paziente al pari del colesterolo, P.A. HDL, ETA’, SESSO,FUMO, IVS E DIABETE.
La scala di valutazione può essere utilizzata soltanto per la prevenzione primaria
I potenziali benefici di una terapia a lungo termine nella prevenzione primaria possono essere determinati dal rapporto tra la stima del rischio assoluto individuale e la riduzione del rischio, determinata dal trattamento farmacologico.
Per verificare l’efficacia di una scelta terapeutica, però, non ci si dovrebbe basare soltanto sulle tabelle. Una terapia che riduce uno o più fattori di rischio non necessariamente comporta una riduzione del rischio soggettivo esattamente corrispondente ai punti percentuali indicati nei grafici.
Per di più non è certo che l’intervento su diversi fattori di rischio abbia un effetto
cumulativo nella riduzione del rischio di evento.
Per superare queste difficoltà nell’individuare la terapia più indicata può essere d’aiuto la consultazione dei trial realizzati specificatamente per valutare la riduzione del rischio relativo individuale con un trattamento farmacologico e la loro analisi in base alla Evidence-Based-Medicine.
CASO SPECIFICO: Consideriamo per esempio un paziente di 50 anni, fumatore, con P.Sistolica di 160 mm Hg , Colesterolo totale di 270 mg/dl, e colesterolo HDL di 43 mg/dl senza diabete e nessuna evidenza di I.V.S. Nel suo caso la tabella indica un rischio nei prossimi 5 anni per infarto miocardico o morte per coronaropatia del 17% e per ictus del 12.75%. Applicando una terapia che riduca la pressione( sistolica di circa 20 punti ), e il colesterolo di circa 50 punti
si ottiene una riduzione del rischio.Per cui il rischio di quel paziente passa dal 17 all ‘ 8 per cento per IMA ( riduzione assoluta dell’ 9 % (53 %)) e dal 12.75 % al 10.5% per ictus(riduzione assoluta del 2.25% (18 %)).
A questo punto si può valutare la potenziale utilità del trattamento in termini di
“numero necessario di trattamenti”, cioè di quantità di pazienti che devono essere trattati per prevenire un evento ( infarto o ictus) nel periodo definito.
(N.B.: il numero necessario di trattamenti è calcolato dividendo il numero 100 per la riduzione assoluta del rischio).
Nel nostro esempio il numero di necessario di trattamenti per prevenire un infarto miocardico nell’arco di 5 anni dovrebbe essere di 11 (100:9).
A fronte della prevenzione di un evento, si deve tenere conto che 10 pazienti su 11, pur trattati per 5 anni, non riceveranno alcun beneficio clinico misurabile.
E non esiste modo per individuare quale sarà quell’unico paziente che eviterà l’infarto.
In conclusione, le tabelle proposte possono sicuramente essere utili per quantificare i fattori di rischio individuale per eventi cardio e cerebrovascolari nonchè per valutare i potenziali benefici del trattamento farmacologico.
Il principale punto di forza del metodo di valutazione che viene proposto dalla Canadian Medical Association,oltre alla riduzione della sottostima dei rischi e dei potenziali benefici terapeutici, caratterisici di numerosi studi sulla popolazione generale, è sicuramente il supporto della EVIDENCE- BASED- MEDICINE.

N.B.: IL valore % del rischio che compare sulle tabelle è il valore individuale assoluto , a cui si dovrà sottrarre il 30 % per ottenere il rischio relativo negli uomini e del 40 % nelle donne; infatti secondo i risultati del Framingham study ,
negli uomini circa il 70 % degli eventi cardiovascolari sono rappresentati da infarto miocardico o morte per coronaropatia, mentre nelle donne la percentuale è del 40 per cento.
Lo stesso ragionamento va fatto per il rischio cerebrovascolare , qui però la percentuale di attacchi ischemici è del 25 %.

dieta fai da te

Per chi volesse capire come si costruisce una dieta equilibrata e bilanciata, può esercitarsi con questa demo in Excel. Basta inserire l’altezza e il peso e i grammi degli alimenti. Per scaricare il file clicca sotto

Dieta_fai da te

Menopausa

Anche un medico di base può gestire la Terapia Ormonale sostitutiva delle donne in menopausa, non occorrono conoscenze sofisticate, basta osservare le controindicazioni , le indicazioni , far eseguire il pap test e una mammografia ed una ecografia pelvica, per escludere rischi neoplastici, far scegliere il tipo di regime terapeutico preferito dalla donna , se vuole le mestruazioni o no , se preferisce i cerotti o le compresse. Non occorre la visita ginecologica e in assenza di situazioni particolari di rischio il medico può far evitare i costi delle visite ginecologiche. Il compito del medico di base potrebbe sembrare enorme ed impossibile, ma con l’aiuto del supporto decisionale e con la deburocratizzazione della sua attuale attività e con la necessaria assunzione di responsabilità potrebbe essere in grado di rappresentare una figura professionale più qualificata ed utile.

menopausa

Osteoporosi e Terapia ormonale Sostitutiva

Principali Azioni

–    Elaborazione automatica della indicazione alla terapia anti osteoporotica

–    Elaborazione automatica del tipo di terapia se con bifosfonati, SERM, o

Ormonale o terapie alternative

–    Elaborazione automatica del regime terapeutico della TSO: se solo

estrogenica, se per via orale o transdermica; se associazione

estroprogestinica, se orale o transdermica; se regime sequenziale continuo

o ciclico, se combinato continuo o ciclico a seconda della preferenza della

donna e della comorbilità.

–     Elaborazione automatica delle controindicazioni assolute e relative alla TSO

–     Elaborazione automatica delle probabili cause delle problematiche legate alla terapia estroprogestinica, (se il problema è dovuto ad un eccesso e/o difetto di estrogeni o       di progesterone) con indicazione della formulazione terapeutica adeguata

–   Il modulo propone in bella vista i possibili eventi avversi della TSO ed un pratico schema per la valutazione rischio-benefico della terapia stessa

–   Elaborazione automatica delle indagini strumentali e di laboratorio da eseguire in caso di sanguinamento anomalo in corso di terapia estroprogestinica

–   Il modulo oltre ai parametri necessari per la gestione della patologia include anche un pratico schema sintetico delle classe farmacologiche con tutte le notizie utili al suo utilizzo (razionale della terapia, dosaggi, effetti collaterali, posologie e interazioni farmacologiche, etc

Obesità

Il progetto Mainex, oltre a individuare i fattori di rischio è stato concepito anche per consentire al medico di base di correggerli, e l’obesità è uno dei più importanti. Il software contiene le informazioni basilari per impostare una dieta bilanciata ed equilibrata personalizzata.

piano_dietettico

Principali Azioni
–          elaborazione automatica dei dati relativi ai valori ematologici (colesterololo tot., colesterolo HDL, Trigliceridi, LDL) ed antropometrici ed anamnestici (età, n° fattori di rischio maggiori/minori) dei soggetti

–          elaborazione automatica dei dati antropometrici e clinici del paziente in sovrappeso( I.M.C., WHR)

–          indicazione degli indici nutrizionali       (Metabolismo basale, fabbisogno energetico, Larn – Livelli di Assunzione Raccomandati di Energia e Nutrienti -, Laf -Livelli di attività fisica, IEI, Indici Energetici Integrati -)

–          elaborazione automatica di un grafico per Visualizzare l’entità del Rischio in relazione al rapporto tra l’I.M.C. e Mortalità . L’andamento a curvilineo della Mortalità , rappresentata nel grafico, si basa       sui dati adattati dallo studio dell’American Cancer Society ; l’individuazione del rischio si basa su un particolare dispositivo automatico di barre mobili elaborato dal sottoscritto .

–          elaborazione automatica delle Tabelle di Composizione degli Alimenti

–          elaborazione di una terapia alimentare bilanciata (Proteine 10-15%, Lipidi 25-30%,Glucidi 55-60%) secondo le raccomandazioni dell’Istituto Nazionale della Nutrizione.

–          elaborazione automatica del Dispendio Energetico di alcune attività fisiche in funzione del peso corporeo del paziente

–    Indicazione del tipo di attività fisica e della durata della stessa per un ottimale raggiungimento e mantenimento del peso desiderabile

SOVRAPPESO ED OBESITA’
Attualmente il sovrappeso e la successiva obesità costituiscono nelle società industrializzate uno dei fattori di rischio per un gran numero di malattie acute e croniche,che quando non hanno esito fatale (come nel caso delle cardiopatie) causano invalidità di grado variabile e disagio sociale come: Il diabete,l’ipertensione arteriosa l’arteriosclerosi,l’ictus ,l’infarto e l’angina pectoris ,complicazioni della gravidanza ,flebopatie ,patologie osteoarticolari ,cancro della mammella e tante altre. Tutto questo si traduce in un peggioramento dello stato di salute della popolazione e in un incremento dei costi sanitari. In questi ultimi anni la consapevolezza di questo stato di cose ha spesso indirizzato il pubblico verso scelte irrazionali,oppure verso l’autoprescrizione di diete,trattamenti parafarmacologici, programmi dimagranti ,terapie basate su gadget tecnologici usati per attribuirsi una patente di scientificità. Tutti questi espedienti sono ovviamente sottratti alla sorveglianza del medico e quindi destinati ad un fallimento che ha portato all’aggravamento della patologia e ha frustrato le attese e la disponibilità del paziente La ricerca clinica ed epidemiologica dimostrano che per affrontare con successo il trattamento del sovrappeso e delle sue conseguenze patologiche sono necessari da una parte l’approccio multidimensionale e multidisciplinare e dall’altra,un costante e prolungato follow-up

Le figure di riferimento cui spetta la gestione del sovrappeso sono,pertanto,lo specialista (dietologo) e il medico di medicina generale (nutrizionista. : che ha acquisito competenze specifiche in campo nutrizionale)

L’Istituto Nazionale della Nutrizione ha patrocinato il Progetto 1998-2000 contro l’Obesità con lo scopo di formare e attivare gli operatori sanitari alla prevenzione di questo diffuso e grave problema sociale e di sensibilizzare l’opinione pubblica a non sottovalutare i rischi connessi al sovrappeso ed all’obesità

Il Programma di prevenzione e di sensibilizzazione è incentrato su questi punti:

1) INFORMAZIONE SUL CONCETTO DI OBESITA’ :

L’Obesità va considerata come una malattia a sè stante e,quindi, da curare al pari del Diabete e dell’Ipertensione arteriosa ,anzi prima di queste essendone un fattore di rischio e/o la causa principale:

I soggetti che devono curarla sono coloro che presentano un Indice di Massa Corporeo  superiore a 30

I soggetti che devono prevenirla sono coloro che presentano un Indice di Massa Corporeo           tra           25 e 30

L’ I.M.C. si calcola in modo semplice: si divide il peso  per l’altezza (espressa in metri al quadrato)

Esempio: per un soggetto che pesa 95 kg ed alto 1.70 m

1.70           X           1.70           = 2.89           quindi si procede alla divisione             95           diviso 2.89             = 32.87             IMC

2) INFORMAZIONE PER UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE

3) DIETA PERSONALIZZATA E BILANCIATA    (% di proteine,lipidi,glicidi,colesterolo,acidi grassi) che va       monitorata e seguita dal dietologo e/o dal medico nutrizionista per      verificarne l’aderenza e l’efficacia ed eventualmente modificarla in      relazione alle mutate condizioni climatiche o a nuovi livelli di attività      fisica. (LAF)                                                                                             4) Promuovere ed incoraggiare un minimo di attività fisica per mantenere     il peso corporeo raggiunto.(ciò può essere ottenuto frequentando delle     palestre o semplicemente con un camminata a passo svelto per     almeno 30 m’ al giorno ).

 

MAINEX Tra le sue funzionalità ha incluso la gestione operativa di questo importante settore della Medicina informatizzando le conoscenze nutrizionali indispensabili per fornire delle prestazioni professionali qualificate. Le conoscenze nutrizionali informatizzate sono quelle raccomandate dall’Istituto Nazionale della Nutrizione : sono stati preparati algoritmi che rielaborano —   gli IEI ( indici energetici integrati), —   i LAF (livelli di attività fisica) e —   i LARN (livelli di assunzione nutrienti ed energia raccomandati per la                  popolazione italiana) per il calcolo del fabbisogno energetico —   le tabelle di Composizione degli Alimenti (Ist.Naz.d. Nutrizione) .

Presenta una peculiarità esclusiva, in quanto è stata costruita  una tabella che consente la visualizzazione automatica del rapporto tra IMC e rischio di Mortalità. ( la tabella di sopra). Elabora i dati antropometrici del paziente e calcola automaticamente  a) l’IMC,  b) il peso desiderato,  c)  il  Metabolismo Basale  d)  il  Fabbisogno Energetico  e) le calorie necessarie per una dieta ipocalorica appropriata  f)  il dispendio energetico individuale per le varie attività sportive.  g) la dieta  bilanciata con la composizione bromatologica      raccomandata dall’Istituto Nazionale della Nutrizione  h.) il numero di settimane per raggiungere il peso desiderato Cliccando su un apposita icona viene stampata automaticamente la dieta appropriata o a richiesta del paziente la dieta personalizzata.

esempio dieta

 

Terapia 10 regole

10 REGOLE per gestire lo SCC

Lo scompenso cardiaco e’ una sindrome clinica complessa caratterizzata da un deficit della funzione ventricolare, del sistema di regolazione neuroormonale, intolleranza allo sforzo, dispnea, ritenzione di fluidi e riduzione della longevita’. Nonostante i continui perfezionamenti dell’approccio terapeutico, la prognosi ”quoad vitam” per i pazienti affetti da scompenso cardiaco rimane severa: il rischio di decesso, infatti, pari al 5-10% per anno in pazienti con scompenso cardiaco lieve, aumenta drasticamente al 30-40% nei quadri clinici avanzati. Sulla base delle attuali conoscenze medico scientifiche, le sole classi farmacologiche che hanno dimostrato di migliorare la sopravvivenza dei pazienti affetti da scompenso cardiaco sono rappresentate dagli ACE inibitori, dallo spironolattone e dai beta bloccanti. Questi farmaci, pertanto, dovrebbero essere usati nella maggioranza dei pazienti con scompenso cardiaco, anche se il loro utilizzo richiede un attento dosaggio e monitoraggio da parte del Medico.
I diuretici e la digitale, invece, pur migliorando la sintomatologia e riducendo il numero dei ricoveri, non sono associati ad una riduzione della mortalita’.
Il rischio di decesso risulta addirittura aumentato con i farmaci antiaritmici di Classe I, gli agenti inotropi positivi non glicosidici ed i calcio antagonisti con azione inotropa negativa, come il verapamil e il diltiazem, che pertanto dovrebbero essere sempre evitati.

La terapia dello scompenso cardiaco fonda il suo razionale, essenzialmente, sull’uso di pochi farmaci .
1)    Ace-inibitori che sono da assumere per sempre e se ci sono effetti collaterali, prima di passare ai
sartani bisognerebbe provare con un altro aceinibitore.
Attenzione, però, negli anziani con grave disfunzione diastolica da marcata cardiomiopatia ipertrofica,
dal momento che farmaci come gli ACE che riducono il carico possono renderli ipotesi.
In caso.
2)    associare i diuretici tiazidici per contrastare l’iperkaliemia provocata dagli ace e per ridurre il
sovraccarico ventricolare e gli edemi . Se c’è insufficienza renale o gli edemi sono resistenti
aggiungere diuretici dell’ansa o simil tiazidici
Se c’è fegato da stasi o uno scompenso destro sono utili i risparmiatori di potassio (spironolattone)
3)  Una volta che il quadro clinico è stabilizzato da almeno 2 settimane ( peso corporeo stabile, paziente asciutto si può passare ai            betabloccanti con le dovute cautele all’inizio della terapia (dosaggio da aumentare gradualmente)
4) ipotensione da gestire
[la PAS non deve scendere In questa fase occorre evitare l’effetto sinergico dei 3 farmaci ipotensivi e si può giostrare
differendo in diverse ore della giornata la loro assunzione, i bb rallentano l’effetto ipotensivo se assunti dopo il pasto.

5) Se ci sono sintomi da scompenso ( affaticabilità, dispnea, mal stare generale ortopnea, si può
ricorrere alla Digitale. [ mantenere la digossinemia < 1,2 mgdl]
6)  se c’è una tachiaritmia da FA a frequenza non controllata dalla digitale si può aggiungere
l’isoptin o l’amiodarone.
7)    se la Frazione d’eiezione < 40 è prioritaro il Betablocco ed eventualmente la TAO se trombofilia.
8)   Quando lo scompenso ha una etiopatogenesi di natura ischemica può essere utile il CA: Amlodopina.
9)   Tutti vanno vaccinati contro l’influenza e lo pneumococco catarrale
10)  Naturalmente vanno monitorati gli elettroliti, l’azotemia, la creatininemia, le transaminasi, la calcemia, ecg
e aggiustare la terapia a seconda degli effetti collaterali correggendo le situazioni anomale.

Eziologia scc

Eziologia dello SCC

EZIOLOGIA DELLO SCOMPENSO CARDIACO  

Cardiomiopatia Ischemica

La Miocardiopatia ischemica viene definita come una miocardiopatia dilatativa in un paziente con storia clinica di IM o con riscontro di arteriopatia coronarica clinicamente significativa (stenosi >= 70% di un’importante arteria epicardica) e con una disfunzione sistolica e di dilatazione non spiegabile unicamente con l’entità dell’infarto. In pratica essa si ha quando un ventricolo sx precedentemente infartuato va incontro a rimodellamento e a una caduta significativa della frazione d’eiezione. Il processo di rimodellamento rappresenta un tentativo da parte del ventricolo compromesso di accrescere la sua performance aumentando la gittata sistolica, ma alla fine , questo è correlato con esiti negativi a lungo termine. Prognosi: peggiore rispetto alle altre miocardiopatie non ischemiche. Trattamento:- ACE in tutti i pazienti sia sintomatici che asintomatici- Diuretici in soggetti con sovraccarico di volume- Digossina nei soggetti che restano sintomatici alle prime terapie   mediche- Betabloccanti: nei soggetti con sintomi da lieve a moderati- Anticoagulanti nei soggetti con FE bassa –  Amiodarone per trattare le aritmie sintomatiche- Mantenimento del livelli di potassio normalmente alti (4,3-5) per    prevenire la morte improvvisa- Frequenti controlli clinici per adeguare la terapia- Approccio aggressivo per trattare l’ischemia, tra cui la    rivascolarizzazione 60-75% DELLE CAUSE 

Cardiomiopatia IPERTENSIVA

sono rare e producono scompenso diastolico, sono una delle cause di morte improvvise degli atleti.L’ecocardiogramma è fndamentale per diagnosticarla nella fase di latenza.La cardiomiopatia ipertrofica è caratterizzata da aumento dello spessore della parete ventricolare, senza dilatazione della cavità ventricolare, in assenza di malattie cardiache o sistemiche in gradoo di provocare ipertrofia ventricolare.Clinicamente, dopo un lungo periodo privo di sintomi, possono manifestarsi angina, dispnea da sforzo e sincope. Il rischio di morte improvvisa è relativamente elevato (2-3%), sopattutto nei giovani, per la comparsa di aritmie ventricolari .Schema di terapia: In presenza di sintomi classici con funzione ventricolare intatta iniziare conInderal 160-320 mg oppure Isoptin 160-320 mg Se aritmie Cordarone se ortopnea o asma cardiaco LasixSe F.A. Verapamil o propafenone (Ritmonorm) + TAO

Cardiomiopatia IPERTROFICA

sono rare e producono scompenso diastolico, sono una delle cause di morte improvvise degli atleti.L’ecocardiogramma è fndamentale per diagnosticarla nella fase di latenza.La cardiomiopatia ipertrofica è caratterizzata da aumento dello spessore della parete ventricolare, senza dilatazione della cavità ventricolare, in assenza di malattie cardiache o sistemiche in gradoo di provocare ipertrofia ventricolare. Clinicamente, dopo un lungo periodo privo di sintomi, possono manifestarsi angina, dispnea da sforzo e sincope. Il rischio di morte improvvisa è relativamente elevato (2-3%), soprattutto nei giovani, per la comparsa di aritmie ventricolari .Schema di terapia: In presenza di sintomi classici con funzione ventricolare intatta iniziare con Inderal 160-320 mg oppure Isoptin 160-320 mg Se aritmie Cordarone se ortopnea o asma cardiaco Lasix Se F.A. Verapamil o propafenone  (Ritmonorm) + TAO Cardiomiopatia dilatativa da alcol E’ caratterizzata dalla dilatazione delle camere cardiache con normale spessore delle pareti ed ipocinesia diffusa: il disturbo è prevalentemente della fase sistolica. Tra le forme secondarie la cardiomiopatia alcolica è la più frequente nel mondo occidentale: si manifesta con solitamente con dilatazione ventricolare sx , ma può essere preceduta da una fibrillazione atriale parossistica. La terapia si avvale di digitale, diuretici e vasodilatatori (Calcioantagonisti) come nella forma primitiva , ma deve essere completata dalla sospensione degli alcolici e dalla somministrazione di dosi generose di vit. B1, ad esempio Betabion f 100 mg f. i.m. x 2

CARDIOPATIA VALVOLARE

Una miocardiopatia valvolare si verifica quando è presente un’anomalia valvolare e la funzione sistolica è depressa in modo sproporzionato all’incremento della tensione parietale. Questo avviene per lo più in presenza di lesioni rigurgitanti dal lato sx (rigurgito mitralico e aortico), meno comunemente nella stenosi aortica e mai nella stenosi mitralica pura.                                                       Fisiopatologia: Il rigurgito mitralico di lunga data si conclude più comunemente in un’ipertrofia eccentrica compensatoria che può progredire fino a una forma di cardiopatia dilatativa. L’insufficienza aortica è un insulto emodinamico particolarmente poco tollerato perchè la tensione parietale aumenta sia in sistole sia in diastole, e quando avviene lo scompenso il volume ventricolare aumenta con o senza un incremento dello spessore parietale. La stenosi aortica si conclude in un’ipertrofia concentrica compensatoria, ma quando avviene lo scompenso, si può osservare una varietà di fenotipi simili alle miocardiopatie ipertensive. Dopo correzione chirurgica dell’insufficienza della valvola mitralica e a volte della valvola aortica si può sviluppare una miocardioatia dilatativa nei soggetti che nel preoperatorio avevano solo una lieve disfunzione del ventricolo sx. Prognosi: dipende dall’entità dell’anomalia valvolare e soprattutto dalla gravità della miocardiopatia al momento della correzione chirurgica. Terapia: sostituzione chirurgica della valvola. La terapia medica è simile alla terapia cella miocardiopatia ischemica, con l’aggiunta di farmaci aggressivi sul post-carico, generalmente idralazina/nitrati oltre ACE. Il calcioantagonista amlodopina è un’altra scelta terapeutica per ridurre il postcarico, in particolare per l’insufficienza aortica, dove è stato dimostrato che la terapia con calcioantgonista migliora la sopravvivenza.                           CARDIOPATIA VALVOLARE Obbligatoria profilassi antireumatica (eritromicina)e profilassi dell’endocardite batterica (vancomicina) e profilassi delle manovre sul tratto genitourinario o gastroenterico (vancomicina)                                                                                Terapia —> CHIRURGICA   Stenosi mitralica  Diuretici se segni di congestione polmonare Digitale se scompenso destro o fibrillazione atriale Betabloccanti se tachicardia sinusale e funzione ventricolare conservata

Insufficienza mitralica Calcioantagonisti (Adalat) per ridurre le resistenze vascolari sistemiche Diuretici Digitale

Stenosi aorticaDigitale e diuretici se segni di scompenso

Insufficienza aortica (cor bovinum) Diuretici e vasodilatatori (Amlodopina, adalat)   L’efficacia della vasodilatazione è legata alla riduzione del volume del ventricolo sx ed all’aumento della FE

Cardiomiopatia dilatativa da alcol E’ caratterizzata dalla dilatazione delle camere cardiache con normale spessore delle pareti ed ipocinesia diffusa: il disturbo è prevalentemente della fase sistolica. Tra le forme secondarie la cardiomiopatia alcolica è la più frequente nel mondo occidentale: si manifesta con solitamente con dilatazione ventricolare sx , ma può essere preceduta da una fibrillazione atriale parossistica. La terapia si avvale di digitale, diuretici e vasodilatatori (Calcioantagonisti) come nella forma primitiva , ma deve essere completata dalla sospensione degli alcolici e dalla somministrazione di dosi generose di vit. B1, ad esempio Betabion f 100 mg f. i.m. x 2

Il pronto soccorso privato

bologna_il_pronto_soccorso privato per i casi meno gravi

L’inaugurazione del pronto soccorso

Apre nel complesso Terme San Petronio-Antalgik, e si occuperà di contusioni, lussazioni e altri problemi “lievi” che intasano gli ospedali. La visita costa 100 euro

19 aprile 2016
Ha aperto a Bologna un Pronto intervento ortopedico, traumatologico e fisiatrico privato e a pagamento. Curerà contusioni, lussazioni, distorsioni e patologie ortopedico-fisiatriche, problematiche che di solito tendono a intasare il Pronto soccorso e poi essere trattate, poiché non urgenti, dopo lunghe attese (i famosi camici bianchi o, peggio, verdi). Si trova in via Irnerio 12/A, nel complesso Terme San Petronio-Antalgik-Bodi, sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30. La visita costerà 100 euro, poi eventuali esami di diagnostica ad immagini potranno essere eseguiti (se ci sono le condizioni) in accreditamento col servizio sanitario nazionale o con il rimborso da fondi e casse assistenziali private. “Siamo molto orgogliosi di essere qui oggi – ha spiegato Antonio Monti, direttore scientifico del Circuito della Salute Più e ideatore del Pronto intervento – per mettere a disposizione della città una via complementare al Pronto Soccorso ospedaliero. Al Pronto soccorso si può attendere per ore con i codici verde e bianco, con il rischio anche di creare maggiori disservizi al servizio pubblico: noi ci poniamo come una risorsa che possa essere di aiuto sia ai cittadini bolognesi che al welfare”. “Questo

pronto intervento è un’ulteriore buona idea in un luogo che è già un punto di riferimento in città per la salute – ha aggiunto Luca Rizzo Nervo, assessore sanità e integrazione socio-sanitaria del Comune di Bologna – costruito sui bisogni delle persone e in grado di seguire l’evoluzione delle necessità della sanità pubblica. Occorre costruire una programmazione complementare tra pubblico e privato”.

 

Renina

Renina

Dosaggio di renina nel sangue

La renina è un enzima proteolitico rilasciato dal rene quando la pressione arteriosa si riduce troppo, e l’organo viene così a trovarsi in condizioni ischemiche. Stiamo quindi parlando di una proteina in grado di scindere i legami peptidici presenti all’interno di altre molecole proteiche; più precisamente, la renina agisce sull’angiotensinogeno, un’alfa2-globulina sintetizzata dal fegato e normalmente presente nel sangue.

Per intervento della renina, l’angiotensinogeno viene convertito in angiotensina I. A sua volta, questo peptide subisce un ulteriore conversione enzimatica originando angiotensina II (grazie all’intervento dell’enzima di conversione – ACE).

renina

L’angiotensina I e l’angiotensina II sono molecole vasoattive con attività ipertensiva. Sono quindi in grado di elevare la pressione arteriosa, con un’azione ipertensiva che raggiunge – per quanto riguarda l’angiotensina – una forza circa 200 volte superiore a quella della noradrenalina. Tale risultato sottende a diversi meccanismi biologici, che vanno dall’aumento della forza di contrazione cardiaca al maggior rilascio di aldosterone, passando per una spiccata attività vasocostrittrice a livello arteriolare. L’aldosterone, prodotto dalla corteccia del surrene, stimola il riassorbimento di sodio incrementando di conseguenza il volume plasmatico, la pressione arteriosa e l’escrezione renale di potassio.

La renina viene prodotta da un gruppo di particolari cellule renali facenti parte del cosiddetto apparato iuxtaglomerulare, quindi situate nelle pareti delle arteriole afferenti al rene.

La renina non viene prodotta e secreta come tale, bensì sotto forma di un precursore, la pro-renina, decisamente più abbondante nel circolo sanguigno.

Per le leggi dell’omeostasi, il rilascio di renina è stimolato da condizioni di ipotensione (bassi valori di pressione arteriosa), ipovolemia (ridotto volume ematico), iponatriemia (ridotte concentrazioni di sodio nel sangue) ed iperpotassiemia (alte concentrazioni di potassio nel sangue). Il rilascio di renina è invece inibito nelle condizioni diametralmente opposte.

Maggiori informazioni sul sistema renina-angiotensina sono esposte in questo articolo.

Dosaggio di renina nel sangue

I livelli plasmatici di renina possono essere valutati per indagare l’origine di particolari forme ipertensive, in modo particolare quando i livelli di potassio nel sangue sono bassi. Spesso, il dosaggio della renina è congiunto a quello di aldosterone, dato che – per quanto esposto nel paragrafo precedente – bassi livelli di renina associati ad elevati livelli di aldosterone, o viceversa, possono indicare la presenza di una condizione patologica (nei soggetti sani quando aumenta la renina aumenta anche l’aldosterone, e viceversa). I livelli di aldosterone possono essere dosati anche nelle urine raccolte nell’arco delle 24 ore, beneficiando così di una maggiore standardizzazione (essendo l’aldosteronemia influenzata dal momento della giornata e dalla posizione corporea assunta (ortostatismo o clinostatismo).

A partire da due – quattro settimane prima del prelievo, è necessario adottare delle misure dietetico-comportamentali atte a migliorare l’affidabilità diagnostica del test. In particolare, almeno due settimane prima è necessario sospendere l’assunzione di farmaci anti-ipertensivi (diuretici, beta bloccanti, ACE inibitori), steroidi, progestinici ed estrogeni. Nel contempo, andranno allontanate dalla propria dieta le fonti di caffeina e liquirizia, mentre l’apporto di sodio andrà mantenuto a livelli ragionevoli e quanto più possibile costanti. Una dieta speciale, a basso contenuto di sodio, può essere prescritta nei tre giorni che precedono il test, solitamente eseguito in condizioni di digiuno da otto ore.

RENINA ALTA NEL SANGUE: può essere la conseguenza di malattie renali, ostruzioni delle arterie che trasportano sangue ad uno o ad entrambi i reni (vedi stenosi dell’arteria renale), morbo di Addison, cirrosi epatica, emorragia, tumori renali ed extrarenali secernenti renina, ipertensione maligna, scompenso cardiaco congestizio o sindrome di Bartter (alti livelli di renina senza ipertensione). Alti livelli di rennina si registrano anche in caso di disidratazione, ipopotassiemia, dieta povera di sodio, perdita di sali in seguito a malattie gastroenteriche (es. diarrea), gravidanza, assunzione di farmaci contraccettivi contenenti estrogeni o diuretici.

RENINA BASSA NEL SANGUE: può essere la conseguenza della sindrome di Conn, della sindrome di Cushing, o della terapia con vasopressina (ADH) o con farmaci che ritengono il sodio.

La tabella sottostante indica come i cambiamenti di renina, aldosterone e cortisolo varino a seconda delle diverse patologie (fonte Lab Test Online), indicando la necessità di un dosaggio congiunto di fronte ad un sospetto clinico.

Patologia Aldosterone Cortisolo Renina
Iperaldosteronismo primario (sindrome di Conn) Elevato Normale Basso
Iperaldosteronismo secondario Elevato Normale Elevato
Sindrome di Cushing Basso- normale Elevato Basso
Insufficienza surrenalica (malattia di Addison) Basso Basso Elevato
Malattia ipofisaria Normale Basso Normale

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute/renina

Gestione dello SCC

SCOMPENSO CARDIACO CRONICO
Principali Azioni di Mainex

–          elaborazione automatica dei parametri vitali con un test per calcolare la stadiazione della Classe NYHA

–          elaborazione automatica dell’Heath Failure score (dispnea a riposo, dispnea notturna e dopo sforzo lieve, medio, maggiore,    

           edemi, qualità del sonno, epatomegalia, turgore giugulari, crepitii polmonari, epatomegalia, ritmo di galoppo, Attività diurna )

          che calcola un punteggio dei sintomi, che potrebbe essere utile per monitorare il decorso della patologia e per rimodulare la

          terapia, eventualmente con una consultazione telefonica con lo specialista.

–          elaborazione automatica della terapia farmacologia personalizzata in considerazione della comorbilità, delle complicanze, delle interazioni farmacologiche, secondo le raccomandazioni delle Linee Guida

–          elaborazione automatica dei farmaci controindicati

–          elaborazione automatica delle classe di farmaci indicati in base alla classe NYHA e allo score sintomi.

–          elaborazione automatica a seconda dello stato di compenso del dosaggio ottimale dei farmaci, della loro gradualità di progressione del dosaggio, e segnali di all’erta che possono suggerire eventuale necessità di riduzione di altri farmaci per evitare problemi di sovradosaggio (vedi creatininemia, digossinemia, elettroliti, funzionalità epatica etc)

–          elaborazione automatica dell’efficacia terapeutica con indicazione delle possibili alternative terapeutiche e/o dei dosaggi massimali consentiti

–          Elaborazione automatiche delle interazioni farmacologiche pericolose e/o inappropriate

–          elaborazione automatica della periodicità dei controlli successivi e dei parametri da monitorare.

–          Il software dispone di file sonori inerenti la semeiologia ascoltatoria delle principali anomalie  del ritmo e dei soffi cardiaci e dei rumori polmonari

–          Il modulo oltre ai parametri necessari per la gestione della patologia include anche un pratico schema sintetico delle classe farmacologiche con tutte le notizie utili al suo utilizzo (razionale della terapia, dosaggi, effetti collaterali, posologie e interazioni farmacologiche, etc)

scc

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Il modello sanitario che immagino nel territorio è quella di un medico di base in grado di gestire le patologie croniche e la prevenzione organizzando gli ambulatori in modo che un giorno vengano visti i diabetici, un giorno gli ipertesi, un giorno quelli con Scompenso cardiaco, un giorno gli obesi a cui elaborare una dieta equilibrata e bilanciata secondo le raccomandazioni dell’Istituto nazionale della nutrizione, un giorno quelli con BPCO, un giorno i problemi della donna (menopausa e irregolarità mestruali).

Come per l'ipertensione , anche il modulo delle patologie della pre e post menopausa adotta lo stesso metodo dei Sistemi esperti. Analogamente anche le altre patologie croniche sono state organizzate allo stesso modo e possono essere fruibili dai medici di base per realizzare un nuovo modello di assistenza sanitaria diverso dall'attuale.
Mainex garantisce il raggiungimento degli obiettivi che quasi 20 anni di ECM (educazione continua in medicina) non ha raggiunto.
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