Dal 1980  la classe medica disponeva del Manuale del Rischio Coronarico diffuso dall'Associazione Nazionale Centri per le Malattie Cardiovascolari, ma esso ha avuto poca fortuna perchè nel momento in cui è stato diffuso era già superato perchè la metanalisi epidemiologica  non prevedeva l'HDL e l'IVS nel calcolo del rischio. Per non parlare poi della variabilità del rischio determinata dall'ampia gamma di alterazioni ecgrafiche minori che  aumentavano le probabilità del rischio in modo esagerato. La procedura poi era alquanto indaginosa perchè si dovevano consultare delle tabelle numeriche come sopra, che non sempre erano disponibili  e la sua applicazione negli studi medici si può affermare con tutta tranquillità è stata nulla.
Personalmente le ho applicate per qualche tempo, perchè le ho informatizzate in un foglio elettronico e, almeno, non mi richiedeva nessuna perdita di tempo. Tuttavia le ho integrate con i parametri mancanti (HDL, DIABETE, OBESITA', FIBRINOGENO, FATTORI PROTROMBOTICI ecc.) per avere un quadro più globale del rischio reale.

ECG Positivo  = Tracciato che presenti alterazioni aspecifiche del tratto S-T,o dell'onda T o un blocco atrio-ventricolare di I o II grado, un blocco di branca , o una ipertrofia ventricolare o una qualsiasi aritmia

IL VALORE NUMERICO INDICA IL N° DI PERSONE SU MILLE CHE SI AMMALERANNO ENTRO 10 ANNI, SE NON SI CORREGGONO I FATTORI DI RISCHIO ( il rischio cerebrale è ricavato dallo SCORING-SYSTEM PER LO STROKE)

Nel  1997 i ricercatori della Canadian Medical Association pubblicano la rielaborazione del Framingham

Primary prevention of heart disease and stroke: a simplified approach to estimating risk of events and making drug treatment decisions

James P. McCormack, Pharm D; Marc Levine, PhD; Robert E. Rangno, MSc, MD

CMAJ 1997;157:422-8

Nel  1999 Piruzza presenta l'informatizzazione del rischio cardio e cerebrovascolare in MAINEX
all'VIII Congresso SINV A Rapallo


                                                       MAINEX   

Nel 2000  la visualizzazione quantitativa del rischio è arricchita di ulteriori dettagli, relativi al rischio Ideale, Assoluto e Relativo. 

Nel 2001 nascono le Tavole Italiane del rischio coronarico: Rielaborazione del Manuale del Rischio Coronarico del 1980,

Uno dei punti di forza della "Carta" tutta Italiana per il rischio cardiovascolare è che finalmente si dispone di uno strumento studiato e "proporzionato" alla popolazione italiana nella convinzione generale che il metodo Framingham sovradimensionasse il rischio coronarico reale degli Italiani :  vediamo se è vero.
Per la prima volta il confronto è possibile perchè i due metodi sono stati  informatizzati in MAINEX.

                                              Ogni commento è superfluo
Rischio Coronarico  informatizzato in MAINEX 1997:
Popolazione monitorata:decine di  migliaia in 7 Paesi (tra cui l'Italia) di 3 continenti nel mondo
Fattori di Rischio            
8 ( età (17 item),sesso (2),P.A.(9), Col-tot (10), Col-HDL
                                                                (15),Diabete (2), Fumo (2), I.V.S (2).

Items studiati:              
   58 
Metodo di calcolo: Automatico, (non richiede tempo, pazienza nè volontà)
Visualizzazione :    grafica computerizzata
Discriminazione del rischio: individuale, realistica

Carta Italiana del Rischio Coronarico del 2001:
Popolazione monitorata : dalle 1656 alle 9000
Fattori di Rischio
      6 ( età (5),sesso (2),P.A (4)., Col-tot (5),Diabete (2),
                                                Fumo (2)

Items studiati :              
20 
Metodo di calcolo:
Manuale, indaginoso (richiede tempo e pazienza e
                                                                                volontà)

Visualizzazione: 
caselle colorate supporto cartaceo
Discriminazione del rischio:
collettiva, grossolanamente sovrastimato