1° Work-Shop di Telemedicina   ENNA      29-30 Gennaio 2000
“Il Contributo delle nuove tecnologie e della Telemedicina al sistema sanitario nazionale:
 ricerca ed esperienze a confronto”
POSTER

INFORMATIZZAZIONE DEL MMG COME AUSILIO TELEMATICO
PER LA DOMICILIARIZZAZIONE DEL PAZIENTE CRONICO

Dagli anni 70 in poi  il corpus culturale medico si è frammentato in una miriade di superspecialità, che se da un lato  hanno portato chiari vantaggi nella cura dei malati, dall’altro hanno creato problemi di non poco conto come la spersonalizzazione del rapporto Medico-Paziente e lo “smembramento” del malato con la conseguente  perdita della visione globale delle problematiche.

La figura del MMG si è fortemente indebolita sotto la pressione comunicazionale degli specialisti e nell’immaginario di molti pazienti il suo ruolo si è ridotto ad un semplice punto di transito per le specialità
I pazienti si spostano da uno specialista all’altro,  gli interventi sanitari sono diventati incoordinati e la spesa sanitaria si è dilatata a livelli non più sopportabili.

Da qualche anno si sta cercando di porre rimedio a queste degenerazioni : la soluzione si basa su presupposti che vedono rilanciare la Medicina Primaria e rivalutare il ruolo del MMG , che, diventerebbe la principale figura professionale referente per la salute.
Per le potenzialità che gli derivano dalle caratteristiche della sua professione, il MMG potrebbe svolgere un ruolo determinante per la razionalizzazione degli interventi sanitari .

Ma dopo quasi 30 anni di attività caratterizzata prevalentemente dal disbrigo di incombenze burocratiche si è creato un  ampio gap culturale tra la sua formazione e il rapido progredire delle conoscenze scientifiche.

Questo gap culturale, al momento, impedisce di attuare il piano elaborato dall’OMS , secondo il quale il MMG dovrebbe “condizionare, ottimizzandoli, gli interventi della medicina ospedaliera e specialistica”.

Affinché il MMG diventi, realmente , la principale figura professionale  referente  per la sanità è necessario  riqualificare le sue prestazioni professionali.

Per riqualificare le sue prestazioni professionali il MMG deve acquisire le  conoscenze scientifiche che le legittimerebbero.Le conoscenze scientifiche, attualmente , sono patrimonio di chi le produce, i superspecialisti, e non sono utilizzate dalla gran parte dei professionisti che operano sul territorio in mezzo alla popolazione, che ne è la destinataria finale.

Pertanto perché aumenti il bene salute nell’intera società è necessario che si crei un flusso continuo delle conoscenze dall’ambito ristretto della loro produzione a quello più esteso della loro utilizzazione: dall’ambito specialistico all’ambito generale cioè di competenza della medicina generale.

L’acquisizione da parte del medico di famiglia di questi ambiti clinici  specialistici consentirebbe di non frammentare l’assistenza in una serie di specialità e superspecialità e sul piano umano si ristabilirebbe il rapporto Medico-Paziente .

A mio avviso questo processo culturale di riqualificazione professionale può essere accelerato dall’uso appropriato della tecnologia informatica e delle strumentazioni telematiche.

La strumentazioni telematiche  fornirebbero al MMG  l’opportunità di gestire razionalmente e in modo integrato con lo specialista quelle patologie croniche ( Cardiopatie e broncopneumopatie croniche, diabete ed altre): i pazienti con queste condizioni necessitano di un’assistenza assidua da parte del medico di famiglia e del ricorso periodico dello specialista.Nella grande maggioranza dei casi, lo specialista interviene per episodi intercorrenti dovuti alla destabilizzazione di una condizione cronica ben conosciuta o per eseguire controlli predefiniti di tipo diagnostico e terapeutico.Nella maggior parte dei casi ,queste decisioni non richiedono allo specialista la presenza del paziente ma solo il consulto con il medico di famiglia.

L’integrazione del lavoro clinico tra specialista e medico di famiglia potrebbe garantire un miglior livello qualitativo dell’assistenza: la domiciliarizzazione dei pazienti cronici oltre alla riduzione dei disagi consentirebbe la riduzione dei costi sanitari e contemporaneamente una equa distribuzione delle strutture tecnologiche e delle risorse (specialisti) nel territorio.Il medico di famiglia diventerebbe “l’anello relazionale” tra il paziente e lo specialista e potrebbe coordinare, ottimizzandoli, gli interventi sanitari.

Oltre alla gestione del paziente con malattie croniche , la Telemedicina cardiologica darebbe un contributo importante in tutte quelle situazioni in cui la formulazione di una diagnosi  è cruciale , come per esempio nei casi in cui si deve riconoscere un attacco ischemico da un banale dolore intercostale : il medico di famiglia con l’ausilio delle tecnologie telematiche e la consulenza del cardiologo, già, nel territorio potrebbe “ filtrare” tutti quegli interventi in cui il dubbio costringe ad utilizzare indiscriminatamente le strutture di 2° livello.

La tecnologia informatica  potrebbe contribuire a quel processo culturale di trasferimento di conoscenze scientifiche dall’area  specialistica all’area della medicina generale: ciò si realizza “applicando le informazioni mediche esperte “ che la ricerca scientifica ha prodotto;

utilizzare   algoritmi per la valutazione del rischio cardio e cerebrovascolare, per calcolare il metabolismo basale, per monitorare l’ipertrofia prostatica, per individuare precocemente le demenze senili sono, solamente, alcuni esempi di acquisizione di ambiti specialistici ( cardiologo, neurologo,dietologo,urologo, psichiatra)

Questo tipo di informatizzazione supera il vecchio modello di software per la gestione della cartella clinica concepita con finalità essenzialmente di tipo archivistico e burocratico,(MMG IMPIEGATO)  e  restituirebbe al medico l’immagine del  PROFESSIONISTA.

Una proposta operativa per accelerare la formazione di questa figura di MMG innovativa, potrebbe essere l’adozione negli studi dei MMG di un  software esperto del tipo di quello che presento in questo convegno :

E’ una idea originale di software che consente facilmente al medico di erogare prestazioni qualificate; esso interpreta le raccomandazioni dell’OMS e traduce operativamente i principali punti programmatici del P.S.N.    ed a cui ho dato il nome

                                                           MAINEX        (Medical Application Information Expert)

E’ una cartella clinica elettronica on-line semplice e complessa allo stesso tempo, in quanto compie innumerevoli elaborazioni matematiche, logiche e statistiche sulla base dei dati clinici ed antropometrici del singolo paziente; fornisce rapidamente la visione globale dello stato di salute del paziente, una relazione dettagliata delle problematiche del paziente e i suggerimenti diagnostici e terapeutici per le patologie più diffuse.

E' strutturata in un'unica videata in cui sono rappresentate tutti i fattori di rischio e tutte le problematiche; e da essa , si possono gestire tutte le funzionalità - anamnesi, diagnosi , prevenzione, certificazione , prescrizione delle ricette e per alcune patologie importanti ( diabete e ipertensione arteriosa) la terapia farmacologica - in modo automatico e puntuale secondo algoritmi elaborati dalle linee guida .

Con l’originale guida professionale ON.LINE ,  MAINEX pone il medico in grado di eseguire i follow-up periodici delle patologie croniche  più largamente diffuse di controllarne l’evoluzione e individuarne le complicanze.

Oltre a queste funzionalità presenta altre peculiarità esclusive che consentono di praticare su larga scala la prevenzione sanitaria per le patologie cardio e cerebrovascolari , dell'obesità e delle sempre più attuali demenze senili:
 (identificazione dei gruppi di pazienti a rischio)

Questo tipo di software, privilegiando funzionalità di tipo Dinamico (prevenzione, diagnosi e terapia), si presta ad integrarsi nei progetti di domiciliarizzazione telematica del paziente che richiedono il monitoraggio di parametri clinici e strumentali : l’elaborazione booleana dei parametri consentirebbe di predisporre dei sistemi di allarme per rilevare quelle condizioni in cui la patologia si destabilizza.

Naturalmente il fine  non è quello di  sostituire la componente decisionale umana, ma quella di eliminare le cause di errori che sono insite nella stessa condizione umana: infatti l’impostazione obiettiva dei parametri clinico e strumentali per stabilire il grado di compenso di una determinata patologia è realizzata dall’ uomo che possiede le conoscenze scientifiche ( il ricercatore, lo specialista) e non dalla macchina.

Le potenzialità di questo modello di informatizzazione potrebbero essere interessanti  se si elaborassero, caso per caso, dei dispositivi di controllo per il monitoraggio clinico di diverse problematiche.

Si realizzerebbe il presupposto culturale del trasferimento delle conoscenze dall’ambito ristretto della produzione all’ambito più esteso della utilizzazione.

 D’altronde il rapido progredire delle conoscenze scientifiche e il tumultuoso sviluppo delle nuove tecnologie hanno spostato il baricentro del binomio “Scienza-Arte medica” sempre più verso la componente scientifica e ciò, pertanto, sta comportando l’esigenza di una ridefinizione dei ruoli e dei compiti professionali di tutti gli operatori sanitari.

 

 

 

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