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APPROCCIO
DIAGNOSTICO
ALLA
DEMENZE
Le
demenze
rappresentano
una
condizione
patologica
che
deve
essere
diagnosticata
precocemente
perché
nel
10--15
%
dei
casi
risultano
curabili
e
reversibili.
Le
demenze
reversibili
sono
legate
all'abuso
di
farmaci,
alle
alterazioni
metaboliche
ed
endocrine,
alle
deficienze
vitaminiche,
all'abuso
di
alcol,
alle
infezioni
fungine,
alla
neurolue
e
alle
lesioni
endocraniche
quali
tumori
cerebrali,
gli
ematomi
post-traumatici
e
l'idrocefalo.
Linee
GUIDA:
interessano
2
livelli
diagnostici:
Il
primo
ha
l'obiettivo
di
determinare
se
esiste
un
deterioramento
cognitivo
che
rientri
nei
criteri
diagnostici
di
demenza
secondo
il
DSM
III-R.
Il
secondo
indica
le
procedure
utilizzabili
per
definire
l'eziologia
della
sindrome
demenziale
PRIMO
LIVELLO
DIAGNOSTICO
QUALI
PAZIENTI
VALUTARE
?
1)
i
pazienti
che
si
lamentano
o
i
cui
familiari
riferiscono
sintomi
correlabili
alla
presenza
di
deficit
cognitivi.
2)
i
pazienti
depressi
o
ansiosi
con
apparente
deterioramento
mentale.
Se
si
vogliono
impostare
interventi
concreti
di
medicina
di
opportunità
e
di
iniziativa,
la
valutazione
dovrà
interessare
:
a)
i
soggetti
che
evocano
il
sospetto
di
deterioramento
mentale
b)
tutti
gli
anziani
oltre
i
sessantacinque
anni,
per
la
quantificazione
del
livello
delle
loro
facoltà
cognitive.
ANAMNESI:
Spesso
il
paziente
demente
non
è
in
grado
di
fornire
una
storia
clinica
valida.
E'
quindi
necessario
ottenere
informazioni
dai
familiari
riguardo
alla
presenza
di
deficit
cognitivi
o
neurologici
premorbosi.
MODALITA'
DI
ESORDIO:
un
inizio
acuto
o
subacuto
fa
pensare
a
problemi
infettivi,
infarti
cerebrali,
intossicazioni
da
farmaci,
cause
metaboliche.
Deficit
dell'attenzione
fluttuanti
indicano
in
genere
stato
confusionale
acuto
che
deve
essere
trattato
prima
di
indagare
su
una
possibile
demenza
Un
esordio
subacuto
depone
per
masse
cerebrali
Un
decorso
lento
e
progessivo
è
patognomonico
di
malattia
di
Alzheimer.
Si
indagherà
ancora
su
malattie
epatiche,
renali,
endocrine,
cardiovascolari,
sull'intossicazione
da
alcol
o
da
farmaci
e
infine
su
malattie
psichiatriche
quali
depressione
e
ansia.
ESAME
OBIETTIVO:Ricercare
segni
di
ipertensione,
precedenti
di
aterosclerosi,
turbe
del
ritmo
cardiaco,
patologie
sistemche
polmonari,
endocrine
e
del
tessuto
connettivo.
Dal
punto
di
vista
neurologico
andrà
indagata
la
presenza
di
deficit
neurologici
focali,
asimmetrie
nei
riflessi,
turbe
dell'equilibrio
e
della
deambulazione,
segni
di
parkinsonismo.
ESAME
DELLO
STATO
MENTALE:
ORIENTAMENTO
TEMPORO-SPAZIALE,
MMSE
MEMORIA
A
BREVE
E
LUNGO
TERMINE,
(
da
precisare
che
da
solo
non
può
fare
diagnosi
di
demenza)
LINGUAGGIO,
(esso
serve
per
impostare
ulteriori
approfondimenti
specialistici)
PRASSIA,
ACALCULIA,
CAPACITA'
DI
GIUDIZIO
E
LE
RELAZIONI
VISUSPAZIALI
MINI-
MENTAL
STATE
EXAMINATION
(MMSE)

Range
di
Normalità
=
24--30/30.
Deficit
Cognitivo
Lieve
=
21--23/30
Deficit
Cognitivo
Medio
=
11--20/30
Deficit
Cognitivo
Grave
=
0---10/30
E'
importante
documentare,
oltre
il
deficit,
anche
un
declino
funzionale
tale
da
interferire
con
il
lavoro
e
la
vita
di
relazione
.
Queste
informazioni
possono
essere
raccolte
in
modo
sistematico
utilizzando
apposite
scale
di
valutazione,
quali,
per
esempio
la
BLESSED
DEMENTIA
SCALE.
 
E'
possibile
che,
dopo
aver
eseguito
la
BDS,
alcuni
pazienti
non
rientrino
nei
criteri
diagnostici
di
demenza,
nonostante
una
storia
clinica
assai
sospetta
per
deficit
cognitivi.
In
questi
casi
è
bene
consigliare
una
rivalutazione
dello
stato
mentale
a
distanza
di
6
12
mesi
allo
scopo
di
documentare
un
eventuale
declino
progressivo.
Se
sussistono
seri
dubbi--->
strutture
specializzate.
SECONDO
LIVELLO
(
EZIOPATOGENESI)
A
questo
scopo
occorre
eseguire
alcuni
esami
ematologici
e
strumentali
per
escludere
cause
metaboliche
strutturali.
Per
evidenziare
le
demenze
di
origine
vascolare
è
utile
la
SCALA
DI
HACHINSKY,
un
punteggio
uguale
o
superiore
a
4
supporta
una
diagnosi
di
malattia
cerebrale
vascolare;
punteggi
inferiori
portano
a
pensare
a
una
demenza
tipo
Alzheimer
o
comunque
primitiva.
TEST
DI
LABORATORIO:
esame
urine,
emocromo,
VES,
sodio,
potassio,
creatininemia,
urea;
test
di
funzionalità
epatica;
calcemia;
FT3,
FT4,
TSH;
dosaggo
vitamina
B12;
sierologia
per
la
sifilide;
anticorpi
anti-HIV.
esami
strumentali:
TAC
senza
mezzo
di
contrasto
o
meglio
una
RM
per
vedere
i
piccoli
infarti.
La
demenza
è
definita
come
una
sindrome
clinica
caratterizzata
da
perdita
delle
funzioni
cognitive,
tra
le
quali
invariabilmente
la
memoria,
di
entità
tale
da
interferire
con
le
usuali
attività
sociali
e
lavorative
del
paziente.
Oltre
ai
sintomi
cognitivi
sono
presenti
sintomi
non
cognitivi,
che
riguardano
la
sfera
della
personalità,
l'affettività,
l'ideazione
e
la
percezione,
le
funzioni
vegetariane,
il
comportamento.
SINTOMI
COGNITIVI
Deficit
mnesici
Disorientamento
temporale
e
spaziale
Aprassia
(incapacità
ad
eseguire
attività
motorie
nonostante
l'integrità
della
comprensione
e
della
motricità)
Afasia
(
disturbi
del
linguaggio)
Alessia
(
perdita
della
capacità
di
comprendere
la
parola
scritta)
Agrafia
(
incapacità
ad
esprimere
pensieri
attraverso
la
scrittura)
Deficit
di
ragionamento
astratto,
di
logica
e
giudizio
Acalculia
Agnosia
(
incapacità
a
riconoscere
o
identificare
oggetti
in
assenza
di
deficit
sensoriali)
Deficit
visuospaziali
SINTOMI
NON
COGNITIVI
Psicosi
(
deliri
paranoidei,
strutturati
o
misidentificazioni;
allucinazioni)
Alterazioni
dell'umore
(
depressione,
euforia,
labilità
emotiva)
Ansia
Sintomi
neurovegetativi
(
alterazioni
del
ritmo
sonno-veglia,
dell'appetito,
del
comportamento
sessuale
)
Disturbi
dell'attività
psicomotoria
(vagabondaggio,
affaccendamento
afinalistico,
acatisia
=
irrequietezza
motoria)
Agitazione
(
aggressività
verbale
o
fisica,
vocalizzazione
persistente)
Alterazioni
della
personalità
(
indifferenza,
apatia, disinibizione,
irritabilità)
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